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Arianna: "Ho portato la sfoglia in Alsazia, poi sono tornata al Fossolo per aprire un negozio d'aggregazione"

Dopo la laurea in Scienze della formazione, il lavoro in ufficio e un'esperienza francese, è tornata nel suo quartiere: "La mia idea è quella di un centro di aggregazione, prendo consigli dalle signore, sperimentiamo e assaggiamo"

"A mia nonna Vittoria che voleva insegnarmi a tirare la sfoglia ho sempre detto che era inutile, non l'avrei mai fatta, ora eccomi qui". Arianna Mingozzi è nata e cresciuta al Fossolo,

Dopo una laurea in Scienze della formazione, il lavoro in ufficio e un'esperienza francese, è tornata nel suo quartiere: "La mia idea di negozio è quella di un punto di aggregazione e condivisione, prendo consigli da molte signore, sperimentiamo e assaggiamo, c'è uno scambio. Ovviamente ora, con la pandemia, è tutto più difficile, è consentito solo l'asporto quindi i clienti rimangono il tempo necessario". 

Ha aperto nel 2017 a seguito di un'esperienza come sfoglina in Francia: "Dopo aver fatto diversi corsi a Bologna, ho conosciuto la Francesca Sestito la titolare di "Au Village Italien " gastronomia italiana a Mulhouse, in  Alsazia, mi ha chiesto di insegnarle e di portare la sfoglia nel suo laboratorio, quindi sono stata lì per due anni". 

Si considerano depositati del buon cibo e del buon vino, come ti hanno accolta i francesi? 

Arianna racconta con grande emozione l'avventura d'Oltralpe: "E' stata un'esperienza fantastica, facevo pasta e corsi nelle loro case, ci riunivamo, ho ancora la pelle d'oca, erano estasiati dall'avere lì una persona che realizza la pasta fatta a mano, anche se ogni tanto era tutto  un po' arrangiato, ci siamo divertite moltissimo". 

"Sempre con lo spirito di imparare il più possibile,  ho poi deciso di tornare nel mio quartiere"

Poi è tornata in patria, ha fatto ancora un po' di esperienza in città "e quindi ha deciso di tornare in via Misa: "Qui ci sono le mie radici. Ho trovato coinvolgimento, scambio di idee e ricette. Ora c'è un pochino di fermo, ma ripartirà".

Parla con entusiasmo del suo laboratorio di via Misa: "Credo di aver fatto degli step senza sapere di dover arrivare fin qui, la nonna è sempre con me sicuramente, non ho mai sentito una passione tale come quella di creare con le mie mani, anche solo un tortellone, e poi i colori, per me sono vita ed è ciò che mi fa tenere duro". 

"La zona vuol dire tanto, un posto come questo, se fosse in una zona più centrale, avrebbe sicuramente un riscontro diverso, ma la forza è il passaparola che mi ha portato ad iniziare un'interessante collaborazione con alcuni ristoranti di Bologna, tra cui Vetro delle Serre dei Giardini Margherita A tre anni dall'apertura è arrivata l'onda.

Sulla porta dei tuo negozio elenchi le paste fresche e concludi con la parola "fantasia"...

"Tengo alla tradizione quindi metto molta cura nello scegliere la qualità degli ingredienti per le paste di base, però ho anche iniziato a creare e a usare la fantasia, appunto, ad esempio preparando le sfoglie colorate, di barbabietola ad esempio, quindi viola. Lavoro tutte le verdure, quando i prodotti arrivano qui sono tutti da elaborare, non c'è nulla di già fatto. 

Faccio tutti i ripieni di base, ma, collaborando  con i ristoranti, ho avuto modo di sperimentare nuovi ripieni: ad esempio patate, porro e parmigiano o melanzana e ricotta affumicata, e sono stati apprezzati. Se vuoi te ne faccio alcuni subito", e così è stato "infatti se un tipo di pasta non c'è, io la faccio al momento, i clienti vanno a fare i loro giri, poi ripassano". 

Qual è il tuo piatto preferito?

"Gli gnocchi, mia nonna li faceva sempre per il mio compleanno. Io li faccio di farina e patate come cioè la tradizione, sono difficili da trattare perchè tendono ad attaccarsi, ma non uso derivati, quindi i clienti li apprezzano, io stessa non li mangio fatti in altri modi, non sono cattivi, sono solo diversi, ma sono certa che quando si assaggia il prodotto ben fatto ...". 

Possiamo dire infine "grande soddisfazione"...

"Dopo tre anni è arrivata l'ondata del passaparola e questo è quello che mi fa capite che ho preso la strada giusta, la conferma del lavoro che stavo facendo: Il prodotto è giusto, il prodotto finito è sempre bello, grande soddisfazione come i primi tortellini che vengono bene". 

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