Sfratto alle case popolari, Nunzio: "Se mi buttano per strada, muoio"

Prima la morte del fratello, poi l'allontanamento della compagna e della figlia di quattro anni: "Se mi fanno sgomberare finisco per strada, ma io non sono un ragazzo di strada. Sono un imbianchino colpito dalla crisi"

Nunzio Esposito

Nunzio è imbianchino, ma non è riuscito a ridipingere i muri di casa: sulle pareti azzurre del salotto ci sono infatti gli scarabocchi fatti dalla sua figlioletta di quattro anni, che ora vive in una struttura protetta con la mamma, mentre lui con le dita nervosamente aggrovigliate aspetta l'ufficiale giudiziario per lo sfratto raccontando che gli spiaceva togliere i segni di quando in quella stanza di giocava e si guardavano i cartoni animati. 

47 anni, di Napoli, al nord da trent'anni, disoccupato da sette. Entrato come ospite del fratello in un appartamento Acer in via Colonna (zona Bolognina), dopo la morte di Ciro ci è rimasto insieme alla compagna e alla loro bambina fino a quando è arrivato il primo avviso di sfratto: "Non avrei saputo dove andare dopo aver assistito mio fratello nella sua malattia, così dopo il suo decesso siamo rimasti qui anche se lo so che non ne avevo diritto. La mancanza di lavoro non mi consente di affittare una casa e qualche tempo fa sono state allontanate da me la mia compagna e mia figlia, che stanno oggi in una casa protetta. E' successo perchè sì, abbiamo sbagliato, a litigare davanti a lei...". 

E questa mattina Nunzio passeggia nervosamente su e giù per la casa in attesa che suonino alla porta: "Non so se stavolta verrà l'ufficiale giudiziario, se verrà il fabbro insieme alla Polizia...la mia alternativa è il dormitorio e io non sono un ragazzo di strada, non sopravviverei senza un tetto sulla testa". Sotto il civico 5 di via colonna anche i militanti di Asia Usb, che per la giornata di oggi erano al corrente di due sfratti in contemporanea, il secondo in via Tibaldi, proprio di fronte. 

Il presidio sotto le case popolari: "Si pensa solo a svendere le case del comune" 

"Ammetto di aver commesso degli errori - racconta ancora Nunzio, mentre mostra santini e immagini sacre a testimonianza della sua fede - ma vorrei una seconda possibilità, anche se so che nella condizione in cui mi trovo adesso (da solo) non avrò accesso a una buona posizione in graduatoria per un alloggio pubblico. Mi basterebbe una casa piccolina...ho qui ancora tutti i giochi di mia figlia perchè speravo potesse rientrare in questa casa".

"Il nuovo anno è iniziato esattamente come si è concluso l'ultimo: i problemi sociali, in particolar modo l'emergenza abitativa, continuano ad essere all'ordine del giorno - dicono i militanti di Asia USB - Proprio mentre il sindaco Merola, e con lui la giunta comunale, cerca di scostarsi dal governo Lega-M5S e fare finta opposizione al decreto sicurezza di Salvini, nel pieno periodo del piano freddo ci troviamo a dover affrontare numerosi tentativi di sfratto. Oggi la è la volta di Nunzio e di Dawit ma almeno per il momento i loro sfratti sono stati rimandati". 

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