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"Basta appalti": la protesta degli educatori in comune | VIDEO

La mobilitazione promossa a Palazzo D'Accursio dal sindacato generale di base

 

"Un'udienza conoscitiva urgente per fare il punto sul tema degli educatori". È il risultato ottenuto dal sindacato generale di base dopo il presidio di lunedì 5 ottobre a Palazzo D'Accusio, per chiedere appunto un incontro con il Comune di Bologna.

L'amministrazione non si è resa disponibile ma il sindacato ha ottenuto comunque un incontro.  "Abbiamo comunque ottenuto un incontro, grazie all’interesse di alcuni consiglieri comunali con tutti i capigruppo del Consiglio, oggi in atto, ai quali abbiamo esposto le condizioni di lavoro e chiesto l’apertura di un tavolo che discuta di internalizzazione del servizio scolastico in appalto. Un incontro che si è concluso con l’intenzione dei capi gruppo di avviare un’udienza conoscitiva urgente convocando assessori e datori di lavoro".

Le ragioni della mobilitazione sono da ritrovarsi nell'appalto dei servizi integrativi: le educatrici e gli educatori impiegati a Bologna denunciano di essere lavoratori e lavoratrici di serie B perché "pagati a cottimo" e chiamati a restituire parte del salario ricevuto nel periodo di chiusura delle scuole e chiedono un'equiparazione di trattamento a uguale mansione tra lavoratori pubblici e privati. 

"Inizia un nuovo anno scolastico con un nuovo appalto del valore di circa 5 milioni di euro ma le condizioni dei lavoratori peggiorano. Infatti tutti i problemi che le lavoratrici in appalto si portano dietro dall’emergenza covid19, chiusura scuole, taglio dei servizi e conseguente taglio delle ore contrattuali e dello stipendio permangono, ma anche quelli legati ad una prassi ormai consolidata dalle cooperative sociali che gestiscono i servizi pubblici, cioè il pagamento a cottimo, che oggi viene messo nero su bianco su nuovi contratti che prevedano  tale dicitura. Durante i periodi dell’ anno comunemente definiti vacanze estive – scrive il sindacato – dove non si presterà il servizio, il rapporto di lavoro si intenderà concordemente sospeso a tutti gli effetti e non competerà nessun trattamento economico".


 

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