Centri estivi, educatori in piazza: "Comune chiede lavoro gratis" | VIDEO

La protesta promossa dal Sindacato generale di Base a Palazzo D'Accursio

Hanno avuto una parte dello stipendio di marzo anticipato dal Comune all'inizio dell'emergenza Covid. Ora, però, lo stesso Comune indica che quei soldi dovranno essere 'convertiti' in ore di lavoro nei centri estivi, in vista dell'imminente apertura. Ma i dipendenti delle cooperative che hanno in gestione in appalto i servizi educativi del Comune di Bologna non ci stanno e attaccano: secondo Palazzo D'Accursio, l'anticipo vale solo "in termini di prestazione di opera reale, per cui chiederanno a noi di restituirle durante i servizi estivi dei campi estivi per bambini, quindi lavorando gratis".

Per questo oggi pomeriggio le educatrici e gli educatori delle cooperative Quadrifoglio e Orsa, che si occupano dell'inclusione degli studenti disabili dei servizi educativi di ogni ordine e grado in città per conto del Comune, si sono mobilitati in presidio, promosso da Sgb. Ed è proprio a Palazzo d'Accursio che lanciano l'accusa: i soldi che l'amministrazione aveva anticipato per il mese di marzo, il 20% dello stipendio, di concerto con le cooperative, per sopperire all'emergenza Covid, il Comune li vorrebbe restituiti sotto forma di ore lavorative durante i centri estivi, al via tra pochi giorni.

"Alla seconda settimana di febbraio è accaduto che dagli accordi verbali fatti tra Comune e cooperativa era venuto fuori che il Comune avrebbe anticipato il 20% del nostro stipendio, perché il restante 80, che poi sarebbe anche meno con le detrazioni, sarebbe stato coperto da un fondo di integrazione salariale - spiega Delia Bellanova, di Sgb - è venuto fuori che il Comune questo anticipo del 20% non lo riconosce se non in termini di prestazione di opera reale, per cui chiederanno a noi di restituirle, e le dovremo restituire, si presume che sarà così, durante i servizi estivi dei campi estivi per bambini, quindi lavorando gratis".

La restituzione in ore della quota di stipendio anticipata riguarda 730 dipendenti solo a Bologna, ma la "rispediamo al mittente sia al Comune sia alla cooperativa, che ci ha dato quest'anticipo in busta paga senza preannunciare l'ipotesi che ci venissero chiesti i soldi indietro. Qualcuno altto da una parte o dall'altra dovrà pagare il 20% mancante". Tra l'altro, proprio in questi giorni è attesa l'apertura delle buste per il rinnovo dell'appalto di queste cooperative, in ballo oltre 60 milioni di euro. Una coincidenza che preoccupa i lavoratori, che ancora non hanno novità sul loro futuro.

"Quando si è in appalto la logica del ricatto sta sempre lì in agguato- rincara la dose Bellanova- probabilmente le nostre cooperative non rivendicano diritti che sarebbero dovuti perché hanno paura di fare brutta figura davanti agli appaltatori, poco ma sicuro". Per questo, come già da tempo il sindacato sostiene, si invoca una internazionalizzazione dei servizi per essere considerati alla pari dei colleghi 'comunali'. "Noi lo diciamo anche contro i nostri interessi: non ci piace che la nostra figura di privato entri nella scuola pubblica. L'internalizzazione è utile per quanto riguarda la nostra condizione di lavoratori ma anche per il diritto allo studio dei ragazzini per i quali lavoriamo e quindi anche la stessa qualità del lavoro che si va a svolgere".

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Anche per questi motivi Sgb rilancia anche l'appuntamento di sabato 20 giugno, data della manifestazione regionale promossa dai sindacati di base "Per un nuovo futuro di salute, reddito e diritti per tutte e tutti" quel giorno corteo sfilerà per le vie del centro per rivendicare salute, lavoro, salario e dignità e internalizzazione per gli addetti degli appalti: si partirà da piazza XX settembre, toccando i punti 'sensibili' della città: prima la sede Inps di via Boldrini, poi il Comune di Bologna in piazza Nettuno.

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