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Scontri sgombero Labas: la Corte di Cassazione annulla le misure cautelari

Il tribunale aveva applicato a 5 attivisti l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, ritenendoli tutti pericolosi

La Corte di Cassazione ha annullato le misure cautelari emesse dal tribunale delle libertà di Bologna nei confronti di cinque attivisti del Centro social Labàs, che avevano organizzato la resistenza allo sgombero dell’8 agosto 2017. Lo riferisce PadovaOggi

All’indomani degli scontri seguiti all’esecuzione del sequestro dell’immobile di via Orfeo da parte del Comune, accogliendo l’appello del pubblico ministero, il tribunale aveva applicato al padovano Giovanni Marco De Pieri e ad altri quattro l’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria, ritenendoli tutti pericolosi. Contro questa misura fece ricorso alla Suprema corte l’avvocato Simone Sabbatini, che ha dimostrato come i cinque, guidati da De Pieri, avessero immediatamente partecipato a un costruttivo lavoro insieme al Comune per individuare una nuova sede per il Labas, attivandosi concretamente al bando per la gestione del nuovo immobile. 

Secondo la Cassazione il comportamento dei cinque, pur ritenuto grave durante lo sgombero cui si erano opposti con bombe carta, fumogeni, petardi fumogeni e sassi, è stato ritenuto appropriato nella fase immediatamente successiva, rendendo del tutto inutile la misura di limitazione della libertà personale. “La probabilità  di commissione di ulteriori reati – scrivono gli ermellini – risulta non ancorabile a situazioni oggettive concrete e attuali che possano favorire la ricaduta nel reato e rendere indispensabile un presidio cautelare”.

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