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Caso Shalabayeva, a giudizio in sette: c'è anche il capo della Mobile di Bologna

La vicenda risale al 2013 e riguarda l'espulsione con rimpatrio immediato della moglie e della figlia di un dissidente kazako su un jet privato per Astana

Un caso complicato, sul quale il Tribunale di Perugia dovrà fare chiarezza. C'è anche il capo della Squadra Mobile di Bologna Luca Armeni tra le sette persone rinviate a giudizio nel caso dell'esplusione con rimpatrio di Alma Shalabayeva, moglie dell'ex banchiere e dissidente kazako Mukthar Ablyazov.

La vicenda risale al maggio 2013, quando nella notte un gruppo della Mobile di Roma -dove Armeni era in servizio come dirigente della sezione criminalità organizzata- Shalabayeva e figlia vennero prelevate per poi essere espulse a tempo di record a bordo di un jet messo a disposizione dall'ambasciata kazaka. L'esplulsione, legata ufficialmente alla non validità di un documento della donna, è stata dichiarata illegittima da una sentenza della Cassazione nel luglio 2014.

Assieme ad Armeni a processo dovranno andare altri cinque poliziotti, tra cui l'attuale questore di Rimini Maurizio Improta e il questore di Palermo Renato Cortese, e un giudice di pace di Roma. Le accuse vanno a vario titolo dal sequestro di persone al falso e all'abuso di ufficio. Il dibattimento è previsto per il 24 settembre 2019.

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