Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Sicurezza e degrado, Fdi contro il questore: "Le sue sono chiacchiere, stia più in strada"

Dallo scranno del capogruppo comunale Francesco Sassone duro affondo nei confronti del numero uno di piazza IV novembre

"Da un Questore ci aspettiamo più fatti e meno chiacchiere a corredo di dubbie ricostruzioni sociologiche che giustificano solo l'inadeguatezza della risposta istituzionale che lui dovrebbe approntare". Sono tre righe di fuoco quelle che escono dagli uffici dei consiglieri comunali di Fratelli D'Italia in Comune, che con una nota rispondono alle esternazioni fatte dal questore Granfranco Bernabei sullo stato di salute del crimine a Bologna.

"Il tema sicurezza viene utilizzato a seconda delle circostanze come argomento di campagna elettorale" aveva chiosato il capo della polizia di Bologna, suggerendo però come "i reati cosiddetti bagatellari ( il furto con destrezza, lo spaccio al dettaglio di lieve entità, ndr) sono quelli che in realtà più da vicino affliggono i cittadini" ma che "sarebbero più facili da affrontare se le previsioni di legge ce lo consentissero", con particolare riferimento ai reati di droga. Bernabei in un altro passaggio aveva osservato come "la Bologna degli anni '80 e '70 "non era sicuramente migliore di quella di oggi" e che la microcriminalità sia "frutto dell'emergenza sociale", e che sono proprio i piccoli reati "ad affliggere pesantemente i nostri concittadini" reati verso i quali " le nostre armi sono spuntate" poiché non sono considerati gravi dal codice e dalla giurisprudenza.

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Fdi replica alla questura: "No alibi, più in strada e meno alla scrivania"

La lettura del numero uno di Fdi in comune Francesco Sassone però è ben diversa. "Paragonare la situazione attuale a quella di mezzo secolo fa già basterebbe per capire la debolezza di una ricostruzione che ignora l'evoluzione di fenomeni come lo spaccio di strada, i flussi migratori incontrollati che spesso forniscono braccia al mercato di morte, l'aggressività dei reati predatori, i bivacchi determinati da una crisi sociale economica evidente".

Nella nota si citano tutte le aree di recente e storicamente oggetto di cronaca e polemiche. Piazza Verdi, Piazza Scaravilli, Piazza dei Martiri, Montagnola, Piazza XX settembre, via Boldrini "solo per ricordare alcune zone sempre più degradate -prosegue Fdi- e in cui cittadini si sentono abbandonati, per non citare quanto accade quotidianamente da tempo al Pilastro o in Bolognina nell’impunità garantita da chi avrebbe il dovere di presidiare il rispetto delle regole e la convivenza civile".

Nella reprimenda si cita anche il rave a Villa Angeletti del primo maggio scorso. "Non abbiamo condiviso gli attacchi e il vergognoso scaricabarile del Sindaco al Questore su vicende come gli assembramenti e i rave a Villa Angeletti, dove pure le responsabilità ci sono chiare. Ma non intendiamo -conclude l'esponente del partito di Meloni- fornire alibi a chi dovrebbe stare più in strada e meno alla scrivania per garantire quella sicurezza che in cittadini chiedono perché evidentemente manca".
 

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