Cronaca Santo Stefano / Viale Antonio Aldini, 28

Caramazza, cautela sul blog: ha scritto davvero lei quei post o depistaggio?

Caria rimane in carcere. Tra indagini e nuovi indizi, ora spunta il blog: "Non ne sapevo nulla" dice il legale del fidanzato, mentre l'avvocato dei Caramazza: "Lasciamo il lavoro alla Polizia Postale"

Il Gip di Sassari ha confermato oggi la detenzione in carcere per Giulio Caria, principale sospettato dell'omicidio.

Silvia Caramazza, uccisa e poi riposta in un frezeer in attesa (forse?) che l'assassino riuscisse a liberarsi del corpo, aveva un blog. Il nome con cui firmava i suoi post è Whois, ovvero Who-is? Chi è? esplicito l'intento di restare nell'anonimato, confermato anche dall'assenza del profilo dell'autore dello spazio sul web creato nel 2005 e intitolato Latte Versato: "Cautela nel valutare tutti gli elementi, anche dopo la scoperta del blog della povera Silvia - commenta l'avvocato della famiglia Caramazza Fabio Pancaldi (qui la sua intervista) -  intanto dobbiamo avere la certezza che i testi siano stati scritti tutti da lei e per questo ci affidiamo alla Polizia Postale".

IL BLOG: UNA RIVELAZIONE ANCHE PER LA DIFESA. "Non sapevo del blog - ha affermato invece Gennaro Lupo, l'avvocato che difende il compagno della donna Giulio Caria - ora valuteremo anche questo elemento. Caria è al corrente di tutte le attività su internet della sua compagna e forse tra le password consegnate ieri agli inquirenti c'è anche quella del blog". Ma sull'indubbia differenza di grado culturale fra i due sono d'accordo entrambi i legali: se la penna di Caria di fosse insinuata nel blog lo si capirebbe immediatamente: lei scrive in modo sapiente, con ottima proprietà di linguaggio, lui è un artigiano e ha la quinta elementare.

SI PARLA DI STALKING ANCHE PRIMA DELLA RELAZIONE CON CARIA? Le riflessioni sulle relazioni e sulle violenze psicologiche che Silvia fa sul suo blog si concentrano nell'ultimo periodo, nel quale intensifica anche i post a partire dal 2011, mentre nei mesi e negli anni precedenti (il primo post è del 2005 e l'incontro fra Giulio e Silvia è avvenuto nel 2011, precisamente il 20 luglio, la stessa data in cui avevano fissato le nozze) ci sono state pause ben più lunghe e toni decisamente più "leggeri" con link a musiche e video.

UNA DONNA INDEBOLITA MA VISIBILMENTE INGRASSATA: FORSE COLPA DEI FARMACI. Silvia aveva subito una metamorfosi: da questo inverno ad oggi infatti era ingrassata circa 50 chili: "I farmaci che prendeva - spiega Pancaldi - potrebbero averle aumentato l'appetito. Smentisco categoricamente però l'intenzione della famiglia di farla interdire: nulla di più falso. Era una donna lucida, da come si può evincere anche da come e cosa scrive"

PRECEDENTI IMBARAZZANTI PER CARIA? MICROSPIE NELLE CASE DELLE CLIENTI? Un'ombra ancora tutta da accertare quella di voci che parlano di alcune denunce imbarazzanti: Giulio Caria, idraulico artigiano, avrebbe approfittato dell'accesso all'interno di alcune case per posizionare delle microvideocamere nei bagni e assistere a distanza a toilette private. Il suo avvocato nega: "Sono il suo legale da tanti anni, ma non ha fatto parola di tali denunce - racconta Gennaro Lupo - mi sono aoocupato solo di piccole questioni legate alla sua professione". Ma è possibile che Caria si sia rivolkto a un altro legale perchè si vergognava?  "Che posso dire, tutto è possibile e tutto è da verificare. Intanto restiamo in attesa della comunicazione del Gip". Oggi infatti sapremo se Caria resterà in carcere.

CIMICI E MICROSPIE: NON LASCIARE TRACCIA E' POSSIBILE. E' Franco Ponzi, presidente dell'omonimo gruppo investigativo bolognese, a chiarire alcuni aspetti sull'utilizzo, l'acquisto e la collocazione (ma anche il rilevamento) di strumenti come cimici e microspie: "E assolutamente possibile comprarne anche in grande quantità senza lasciare traccia alcuna, oltre ad acquisti anonimi praticabili anche su siti esteri. Ci sono poi gli spy store dove si trova di tutto, si paga in contanti e nessuno sa niente. La legge vieterebbe l'utilizzo di questi dispositivi, che però vengono tranquillamente messi sul commercio. Ma è possibile che la Caramazza abbia trovato le cimici per caso? "A meno che non si tratti di dispositivi fai da te no - spiega Ponzi - per rilevare la presenza delle cimici, soprattutto quelle più evolute, sono necessari strumenti appositi e di solito per questo tipo di verifica chiamano noi"

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