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La sentenza del Tar: "La chiesa è abusiva: la sala slot può restare"

Una sala di Anzola dell'Emilia vince il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, il Comune aveva ordinato la chiusura della sala da gioco per il mancato rispetto del limite dei 500 metri dai luoghi sensibili, previsto dalla legge regionale

Il limite dei 500 metri imposto alle sale da gioco non vale se il luogo sensibile nelle vicinanze e' 'abusivo'. A stabilirlo è il Tar dell'Emilia-Romagna, che ha accolto il ricorso presentato da un gestore di Anzola, nel bolognese. A riferirlo è l'agenzia Agipronews. Il Comune aveva ordinato la chiusura della sala da gioco per il mancato rispetto del limite dei 500 metri dai luoghi sensibili, previsto dalla legge regionale.

Il Tar, pur confermando la legittimità della distanza minima, ha ritenuto però che in questo caso la norma non sia applicabile. Vicino alla sala, infatti, ha sede una Chiesa apostolica che però occupa un immobile con destinazione d'uso commerciale. Quindi, dal punto di vista edilizio, non rientra nella categoria dei servizi di tipo religioso.

"Le attività commerciali e quelle culturali e di culto rappresentano categorie funzionali autonome, per cui per ciascuna si impone l'acquisizione del titolo edilizio abilitativo, che, nel caso in esame, non risulta esser mai stato rilasciato", si legge nella sentenza del Tar, come riferisce Agipronews.

Il limite dei 500 metri è "pregnante all'iniziativa economica" e per questo presuppone che "il luogo da tutelare abbia titolo per trovarsi nell'immobile sito a una distanza inferiore da quella imposta dal divieto". Il Tar, fa notare ancora Agipronews, ha bocciato anche la tesi secondo cui la Chiesa Apostolica costituirebbe un'associazione di promozione sociale, perché "non è stata offerta prova". Dunque, conclude il tribunale amministrativo, "la sua presenza nell'immobile attualmente occupato, che ha una destinazione commerciale, è pertanto illegittima e non può costituire motivo per inibire l'attività della ricorrente". (Dire)

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