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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Fine smart-working, sciopero Unipol. I sindacati: "La protesta proseguirà a oltranza"

Scontro azienda-sindacati. Chiedono che lo smart working, "modalità di lavoro ormai consolidata nel nostro quotidiano", non sia "archiviata e relegata all'emergenza sanitaria"

Oggi in sciopero ed è scontro sindacati-Unipol il giorno del rientro in ufficio per i dipendenti: "L'indisponibilità del vertice del Gruppo Unipol ad aprire un tavolo di confronto sullo smart working", ha portato i sindacati ha indire per oggi uno sciopero 'generale' fissando a domani le assemblee per decidere come proseguire la mobilitazione. Ma mentre sui social le sigle dei rappresentanti dei lavoratori diffondono il promemoria della giornata di lotta, parte anche un comunicato unitario che parla di "attacco alle libertà sindacali dei lavoratori: informiamo che è stato necessario rinviare l'assemblea prevista per venerdì", domani.

L'adesione allo sciopero di oggi potrà essere verificata con esattezza domani, ma intanto, a quanto si apprende, "sembrerebbe buona" riferiscono i sindacati.

First-Cisl, Fisac-Cgil, Fna, Snfia e Uilca-Uil scrivono: "L'azienda, sebbene l'assemblea prevedesse la copertura per tutto il turno di lavoro, tramite i propri referenti ha intimato a diversi colleghi di effettuare ugualmente l'ingresso in sede, rifiutando peraltro di garantire la possibilità di attingere dal monte ore previsto dal nostro contratto integrativo aziendale (12 ore annue di assemblea) per i colleghi privi delle ore sufficienti a coprire l'intera giornata. In sostanza, l'azienda ha negato ai propri dipendenti la possibilità di partecipare da remoto all'assemblea dalla propria abitazione-luogo privato". Su questo, proseguono, "abbiamo attivato tutte le opportune verifiche anche di carattere legale ma nel frattempo, per senso di responsabilità, abbiamo ritenuto opportuno privilegiare la massima tutela delle lavoratrici e dei lavoratori rimandando ad una data prossima lo svolgimento dell'assemblea prevista". Il braccio di ferro, insomma, pare destinato a proseguire.

Vertenza Unipol su rientro in ufficio: due giorni di sciopero

"Confermiamo la nostra massima determinazione anticipando che la protesta proseguirà ad oltranza fino a ristabilire un dialogo serio e costruttivo tra sindacato e azienda", dicono First, Fisac, Fna, Snfia e Uilca. I sindacati chiedono che lo smart working, "modalità di lavoro ormai consolidata nel nostro quotidiano", non sia "archiviata e relegata all'emergenza sanitaria: pretendiamo si giunga a un accordo strutturale teso a valorizzare gli straordinari effetti che tale strumento avrebbe, anche in prospettiva, in termini di più ampia possibilità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, di aumento della produttività aziendale, nonché di beneficio rispetto all'impatto ambientale".

Unipol, nell'informare il suo personale del rientro a partire da oggi, ha parlato di "importante passo, dopo il lungo periodo di particolare straordinarietà che ha interessato il nostro Paese, verso il ritorno alla normalità nella vita professionale, come peraltro stanno facendo, già da tempo, oltre 1.500 dipendenti del Gruppo, i nostri agenti e tutti coloro che lavorano in agenzia". Fino a fine anno, il Gruppo Unipol "ha ritenuto opportuno accordare a determinate categorie di lavoratori", circa il 30% dell'organico, la facoltà di scegliere "se riprendere la propria attività professionale in presenza ovvero continuare a svolgerla a distanza". Si tratta di chi si trova in condizione di fragilità sanitaria, per rischio da immunodepressione, per esiti di patologie oncologiche o svolgimento di terapie salvavita o, comunque, affetto altre gravi patologie o comorbilità che possono esporre al rischio di contagio da Covid, di chi sta usufruendo della legge 104, di quanti sono esenti dalla campagna vaccinale con certificazione medica, donne incinta o in allattamento, dei nati nel 1961 o in anni precedenti.

Oggi fermo e presidi 

Oggi ci sono stati presidi davanti alle sedi Unipol: a Bologna, ma anche a Milano, Napoli e Torino. "Il lavoro è smart, Unipol no", si leggeva su uno dei cartelli affissi alle porte d'ingresso degli uffici dove oggi dovevano tornare i dipendenti (ben 4.000 solo nel territorio dell'Emilia-Romagna, come ricordava la Uilca-Uil qualche giorno fa). "Vogliamo un tavolo di confronto sulla salute e sicurezza per il rientro in massa nelle sedi operative", hanno ribadito i sindacati, compatti nel fare muro alla decisione di Unipol a cui è chiesto di "fare da battistrada per le migliori relazioni industriali". Su questo, dice ad Snfia, una delle sigle sindacali, "si impegna a dare il suo contributo per coniugare al meglio efficienza aziendale e nuova organizzazione del lavoro, secondo il modello della Francesco economy nuovi tempi di vita e di lavoro". Ma per il momento, come ribadito dalla Fisac-Cgil, "lo sciopero è il nostro vaccino contro la deriva autoritaria del gruppo" aggiungendo: "Salute e sicurezza sono questioni serie, soprattutto in un gruppo assicurativo". (dire)

Tensioni in Unipol, verso sciopero contro rientro da smartworking

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