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Cronaca

Smog, livelli di guardia: "E i riscaldamenti sono ancora spenti"

La neo vicepresidente Irene Priolo mette in allerta, ma aggiunge: "Fondi per il piano aria più generosi"

Sforamenti continui nelle principali città emiliane: Modena, Parma, Reggio e Piacenza. E' successo anche la settimana scorsa. "E ancora i riscaldamenti non li abbiamo accesi". Lo sottolinea l'assessore regionale all'Ambiente Irene Priolo, nella sua comunicazione di questa mattina in Assemblea legislativa sugli obiettivi del prossimo piano dell'aria, la cui approvazione è prevista nell'autunno 2023.

La vicepresidente della Regione rivendica i miglioramenti ottenuti, almeno su alcuni inquinanti, con il precedente piano, nonostante la condanna Ue che pesa in particolare sulle regioni padane e che, sottolinea Priolo, va tenuta nella dovuta considerazione pensando al nuovo piano: un piano che non va pensato però in termini di divieti, ma di trasformazioni e opportunità. Per quanto riguarda la qualità dell'aria "sono due i segmenti in cui dobbiamo lavorare- prosegue Priolo- la mobilità delle persone e in particolare delle merci, e l'agricoltura, che ha bisogno di andare in direzione di una transizione ecologica".

Nel caso della mobilità sono in particolare "gli assi autostradali ad incidere sulla vita delle città- sottolinea Priolo- per questo non possiamo affrontare il problema da soli". Serve dunque l'intervento del Governo, ma non soltanto. "Non possiamo agire solo come Emilia-Romagna ma come bacino padano", dice ancora Priolo in aula, evidenziando che la qualità dell'aria "ha una incidenza diretta nella qualità della vita dei cittadini e sui costi sanitari. Questi sono aspetti che dobbiamo assolutamente contemperare".

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Lega all'attacco: "Liberate i camini a legna"

Resta il nodo dei camini, che il centrodestra vorrebbe poter accendere in tutta la regione come soluzione (per chi ce l'ha) al caro-energia. "La maggioranza e l'assessore Priolo non hanno fatto il passo in avanti che andava fatto", sostiene Massimiliano Pompignoli della Lega, ricordando come la Lombardia abbia agito per facilitare l'uso in via emergenziale dei camini a legna anche in pianura. Invece "Priolo non ha mai detto parole chiare: ha solo detto che si aspetta ciò che deciderà il governo".

Sui camini "abbiamo fatto una proposta alle altre Regioni del bacino padano, ma non abbiamo avuto risposta. Ricordo che su questo tema a fare la deroga non dovrebbe essere la giunta, ma l'Assemblea legislativa che è sovrana nei propri atti", replica la vicepresidente con deroga all'Ambiente. Attacca anche Fratelli d'Italia, con Gian Carlo Tagliaferri. La Regione "non dà risposte alla proposta di una deroga per l'uso dei camini in pianura per riscaldarsi a legna a fronte del caro bolletta. Per questo motivo- afferma l'esponente Fdi- abbiamo ritirato la nostra risoluzione sui camini per arrivare a una risoluzione unitaria. Per noi contano i risultati, ma c'è un punto fermo: la maggioranza non pensi di utilizzare questa Assemblea per scaricare tutti i problemi sul governo Meloni".

Valentina Castaldini, consigliera di Forza Italia, gioisce invece per il sì alla sua richiesta di rendere bike e car sharing "a misura di famiglia, utilizzando soluzioni che permettano il trasporto anche di bambini". In genere invece le politiche regionali, sostiene l'azzurra, "sono pensate e tarate solo su single, o al massimo una coppia, di mezza età, con buona disponibilità economica, con un impiego d'ufficio, che può scegliere, come se fosse un vezzo, un giorno di andare al lavoro con un mezzo proprio, un giorno di rimanere a casa in smartworking, un giorno di andare al lavoro in bici, un giorno di scegliere il bus". 

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