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Smog e polveri cancerogene, nel weekend tre giorni consecutivi di sforamento

Domenica 7 le limitazioni erano state sospese dal Comune per favorire i saldi. Infuria la polemica politica

Smog già fuorilegge a Bologna nella prima settimana del nuovo anno. Venerdì, sabato e domenica scorsi le centraline Arpae hanno registrato tre giorni consecutivi di sforamento dei limiti di pm10.

Insomma, il 2018 è iniziato un po' come è finito il 2017, che ha visto la centralina di Porta San Felice conteggiare 40 giorni di sforamento (il limite di legge è 35). "Il dato peggiore degli ultimi quattro anni", si arrabbia l'ex assessore Andrea Colombo, consigliere comunale Pd, che oggi in aula attacca la Giunta Merola per aver cancellato la prima domenica ecologica dell'anno, in programma ieri, in concomitanza con l'avvio dei saldi.

La Regione Emilia-Romagna aveva chiesto ai Comuni di valutare la richiesta di Confcommercio di sospendere le limitazioni del traffico per domenica 7 gennaio, che Palazzo D'Accursio ha accolto per "favorire gli spostamenti dei cittadini impegnati in un periodo caratterizzato da un'elevata attività commerciale".

Una decisione che ha fatto infuriare un pezzo di maggioranza in Consiglio comunale. "Che gli affari aumentino con l'uso del mezzo privato è un paradigma vecchio- attacca Colombo- superato dai fatti e dalla storia. Ormai non la pensa più così neanche la maggioranza dei commercianti. Sembra di essere tornati a quanto i commercianti chiedevano lo spegnimento di Sirio per Natale, un tema che appartiene a un'altra era geopolitica.

"Sono otto anni che non accade", incalza l'ex assessore, anche perché "i Tdays hanno dimostrato che è il camminare in sicurezza che aiuta davvero il commercio". Colombo ricorda anche che il nuovo Piano della mobilità del Comune prevede la riduzione del 20% del traffico privato entro il 2020, ma "misure che allentano le limitazioni ci allontanano da quell'obiettivo".

"Affermare oggi che l'aria a Bologna è buona- attacca Colombo- è come escludere nuovi autovelox dopo che sono raddoppiate le vittime degli incidenti stradali tra pedoni e ciclisti". E aggiunge: "Le domeniche ecologiche servono per aumentare la vivibilità dei centri storici nel weekend e per sensibilizzare i cittadini, non per gestire i picchi di inquinamento. Quindi ha senso revocarle sulla base dei dati del momento? In fondo sono solo sei all'anno, andrebbero mantenute". Dura anche Amelia Frascaroli. "Abbiamo commesso un errore- critica- abbiamo dato un messaggio diseducativo e che rischia di essere percepito come una ricerca di consensi".

Il messaggio che "per fare shopping è meglio l'auto", continua Frascaroli, dimostra che "l'esigenza del mercato supera il tema della qualità dell'aria". Dunque, "qual è la priorità del Comune?- incalza la consigliera- fateci sapere, perché da questi comportamenti non è chiaro. Sono messaggi contraddittori". Frascaroli cita anche l'iniziativa "Aria pesa" dei comitati dei cittadini, che prevede l'installazione volontaria di 300 kit per il rilevamento del biossido di azoto. "I cittadini sono i primi a essere preoccupati per queste scelte dell'amministrazione- avverte a sua volta Emily Clancy di Coalizione civica- il Comune dà l'esempio sbagliato, mentre i cittadini sono più attenti e si autoorganizzano". Tra l'altro, rileva Clancy, "complessivamente sono preoccupanti i dati della qualità dell'aria in tutta l'Emilia-Romagna". (DIRE)

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