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Aria inquinata a scuola, l'allarme di Legambiente

Nella tappa bolognese del 'Trenoverde' Legambiente ha analizzato la qualità dell'aria davanti a 5 plessi scolatici. In molti casi livelli sopra i limiti di legge

Che aria respirano i ragazzi e i bambini di Bologna al momento di entrare a scuola? Se lo è chiesto Legambiente, che tra l'8 e il 15 marzo ha effettuato una serie di campionamenti davanti a cinque plessi della città. In quattro casi si sono registrati dati superiori al limite dei 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo: fa eccezione solo il liceo Minghetti di via Nazario Sauro, che si trova all'interno della Ztl. Elemento che porta Legambiente a chiedere la creazione intorno alle scuole di una "piccola zona protetta rispetto al passaggio dei mezzi di trasporto privati", afferma il direttore regionale Giulio Kerschbaumer.

I dati sono stati raccolti nel dossier "Mal'aria scolastica". I livelli di Pm10, calcolati sulla base di una media di un'ora, in quattro casi "hanno raggiunto livelli critici", scrivono gli ambientalisti. La situazione peggiore è stata riscontrata nelle vicinanze delle elementari Carducci di via Dante (87 microgrammi), seguita dalle medie Zappa di via Giulio Verne (83), dal liceo Sabin di via Matteotti (72) e dalla primaria don Minzoni di via Valparaiso (61).

Al Minghetti, invece, le Pm10 si sono fermate a quota 16 microgrammi: cosa che "colleghiamo direttamente al fatto che raggiungere in auto il Minghetti è più complicato rispetto alle altre scuole", sottolinea Kerschbaumer. "Rispetto alla mobilità casa-scuola ci sono molte cose che si possono mettere in campo", aggiunge il direttore regionale di Legambiente, ma intanto "leggiamo sulla stampa dichiarazioni dell'assessore Irene Priolo che ci sembra vadano nella direzione opposta". I monitoraggi davanti alle scuole "dimostrano la necessità da parte del Comune di attuare subito misure a tutela della salute dei cittadini e in particolare dei bambini e dei giovani", dichiara Claudio Dellucca per Legambiente Bologna.

Ad esempio, "l'amministrazione deve farsi promotrice dell'estensione di buone pratiche, attuate in alcune realtà, come il pedibus- continua Dellucca- oltre che consolidare gli abbonamenti gratuiti del bus per gli studenti delle scuole dell'obbligo, migliorare la rete di piste ciclabili, razionalizzare i collegamenti dei mezzi pubblici". Inoltre, bisogna sensibilizzare i genitori, "che magari si lamentano degli inquinanti alti e poi, se potessero, entrerebbero in auto direttamentre dentro la scuola", manda a dire il presidente di Legambiente.

Più in generale "c'è bisogno di segnali che non abbiamo visto in questi mesi di neo-assessorato", dichiara Dellucca. Anzi sono arrivati messaggi "più che contraddittori sul tema della mobilità sostenibile", rileva il presidente: "Preoccupano infatti i ritardi e le incertezze nella quasi pedonalizzazione di due piazze del centro, le idee di scalfire la chiusura al traffico della Ztl nei fine settimana e la pedonalizzazione di una parte di via Zamboni, o la già avvenuta riduzione delle corsie dedicate ai bus".

In particolare, per Legambiente sui T-Days si può pensare ad un miglior collegamento tramite navette, ma i due giorni di pedonalizzazione non vanno toccati: anzi, "se possibile bisognerebbe estenderli anche durante la settimana", afferma Dellucca. Quella interessata dai T-Days è sicuramente "una zona protetta rispetto all'inquinamento, ma certo è così limitata che non può avere un effetto sull'intera citta'", aggiunge Kerschbaumer: "Per ipotesi, se riuscissimo ad arrivare ad una pedonalizzazione di tutto il centro, quello sì che avrebbe un effetto sulla citta'" nel suo complesso. (Dire)
 

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