Cronaca

Società in fallimento, svuotate dei pochi crediti: operazione della Mobile, indagato ingegnere bolognese

Raffica di arresti disposti dal Gip di Modena, nell'ambito di una indagine per un gruppo dedito secondo l'accusa a ritardare i fallimenti con concordati pretestuosi, per avere il tempo di svuotarne i pochi asset ancora valutabili

C'è anche un ingegnere bolognese tra gli indagati dell'operaizone Trust della Mobile di Modena, che su impulso della procura della Ghirlandina ha portato il Gip a disporre dieci misure cautelari, in massima parte arresti domiciliari, a carico di altrettanti presunti membri di una associazione a delinquere per bancarotta fraudolenta, riciclaggio, auto-riciclaggio, falso in atti pubblici ed attestazioni, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

Dalle indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, è emerso che l’associazione criminale operava avvalendosi -oltre al già citato ingegnere- di due avvocati e di un notaio modenesi, e di due commercialisti (uno di Modena e l’altro di Milano), nonché di alcuni prestanome che col pretesto di salvare le imprese, presentavano proposte di concordato strumentali, al solo fine di posticipare la doverosa dichiarazione di fallimento delle società coinvolte.

La conseguenza di questa condotta, si sostiene nell'accusa, è che quando è sono intervenuti i fallimenti delle società gestite dagli indagati, l’attivo fallimentare risultava azzerato e le società si presentavano come “scatole vuote”.

Al contempo, sempre grazie alla asserita complessa rete societaria gestita dal gruppo criminale, le risorse così distratte ai creditori venivano reimpiegate in attività finanziarie gestite da un ex avvocato e dai suoi complici all’estero, ed in particolare in Bulgaria.

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