Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Via Ugo Bassi

Gli ruppero le spalle per rapinarlo, giovanissimi incastrati dai filmati

Il 26 agosto scorso lo hanno bloccato nel sottopassaggio di via Ugo Bassi. Un 18enne e un minore accusati della tentata rapina ai danni di un uomo operato e ancora in riabilitazione. A tradirli anche i tatuaggi tribali

Un agguato in piena regola nel sottopassaggio pedonale di via Ugo Bassi per cercare di strappargli la borsa a tracolla. Lo avevano picchiato selvaggiamente, fino a fratturagli entrambe le spalle.

I presunti autori della tentata rapina a un uomo di 46 anni, avvenuta nel pomeriggio del 26 agosto scorso, sono due giovanissimi di origine rom: I.M.Z., 18 anni compiuti a luglio, e un complice di 17 anni. La squadra mobile della questura li ha identificati grazie ai filmati delle telecamere del Comune, che li hanno immortalati mentre camminavano in via Ugo Bassi, poco prima dell'aggressione, e li ha fermati con le accuse di concorso in tentata rapina aggravata e lesioni gravissime.

Il 46enne, un tarantino residente in città, nel pestaggio ha riportato la frattura di entrambi gli omeri. Ricoverato all'ospedale Maggiore con una prognosi di 30 giorni, ha già subito un intervento chirurgico e, a quasi due mesi di distanza, sta ancora facendo riabilitazione.

QUEL 26 AGOSTO. Appena sceso nel sottopassaggio, l'uomo era stato avvicinato dai due giovani: "Dacci il portafogli". Lui aveva cercato di allontanarsi, risalendo le scale, ma era stato trascinato indietro, preso a pugni in faccia e, una volta a terra, colpito ancora con pugni e calci. La rapina era fallita perché le grida soffocate del 46enne erano state sentite da una donna, in strada, che aveva chiamato il 113: i rapinatori si erano dati alla fuga a mani vuote.

A tradirli anche i vistosi tatuaggi tribali sulle braccia del 18enne, notati dalla vittima e ben visibili anche nei filmati delle telecamere comunali. I due, entrambi rom, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, sono stati rintracciati nei giorni scorsi nel piazzale dell'ospedale Maggiore. Sono finiti in carcere, alla Dozza e all'istituto penale minorile di via del Pratello, a disposizione dei sostituti Domenico Ambrosino e Silvia Marzocchi.

GIOIELLERIA NOSTALGIA. Ancora a piede libero i rapinatori che il 4 dicembre scorso picchiarono selvaggiamente Giorgio Roversi, titolare della gioielleria in Strada Maggiore: "La nostra vita è cambiata - dice la moglie a Bologna Today - terrore ogni volta che qualcuno si ferma davanti al negozio". Forte danno economico: "Hanno rubato i pezzi forti della gioielleria, adesso si avvicina nuovamente il Natale e i ladri si organizzano". La signora Roversi teme di aver incontrato uno dei rapinatori in via Guerrazzi, ma teme posso anche essere il suo stato di forte ansia dopo l'accaduto. 

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