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Cronaca San Vitale / Via Fossolo

Colpi di pistola al Fossolo, in arresto un 21enne. Intanto monta la polemica sul tema sicurezza

Opposizioni attaccano sul tema: secondo episodio in due giorni, scenario probabile una intimidazione tra gruppi di pusher. Arrestato un soggetto

Un tentativo di intimidazione o di regolamento di conti nel giro di sbandati gravitanti attorno all'ex complesso militare della Stamoto. Potrebbero essere questo lo scenario dietro ai colpi di pistola esplosi ieri pomeriggio in zona Fossolo, spari che hanno allertato i residenti e fatto giungere in breve tempo le unità di pronto intervento delle forze dell'ordine, a cui è seguito l'arresto di una persona. L'accusa per lui, un 21enne cittadino tunisino, è di tentato omicidio: l'arma è risultata vera, e gli inquirenti hanno riscontrato che almeno un colpo è stato sparato ad altezza uomo. L'irreparabile quindi non si sarebbe verificato per via della precipitosa fuga della potenziale vittima.

Mentre approfondimenti su quanto accaduto sono ancora in corso -alcuni dei partecipanti all'episodio sono stati immortalati dalle telecamere- si scatena la polemica politica, con le opposizioni a palle incatenate contro l'amministrazione.

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Quasi in tempo reale il commento di Matteo di Benedetto, consigliere comunale in quota Lega . Per Di Benedetto, che cita anche la consigliera di quartiere del Carroccio Valeria Gamberini, "chi nega l’emergenza sicurezza e dice che è un problema solo culturale ed educativo sbaglia e non fa il bene della città e di tutti noi. Bisogna affrontare seriamente ora il problema, basta rimandare".

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Fanno eco le dichiarazioni di Nicola Stanzani, capogruppo di Forza Italia a Palazzo D'Accursio, che cita anche l'episodio occorso alcuni giorni prima. "Davanti a quel minimarket di Porta Castiglione -ricorda Stanzani- gruppi di balordi stazionano tutti i giorni molestando e minacciando i passanti"  mentre nella zona Fossolo "l'occupazione del territorio da parte di spacciatori è ormai ben nota ai residenti, che da mesi lanciano appelli inascoltati. L'unica assente, l'unica a non sapere cosa succede nei nostri quartieri è l'amministrazione comunale, per cui la sicurezza rimane un problema di percezione e semmai qualcosa di cui si debba occupare esclusivamente lo Stato".

Stanzani allora rilancia "l'istituzione di tavoli della sicurezza in ogni quartiere, perchè è lì, a livello di quartiere che si può svolgere quel lavoro di monitoraggio del territorio, di prevenzione dei disagi e di intelligence che possono essere fondamentali nel risolvere i problemi prima che sfuggano di mano, come abbiamo visto per la baby gang del Savena".

(ultimo aggiornamento 15.30)


 

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