Sperimentazione sugli animali, Caterina Simonsen invitata a Bologna per un confronto sul tema

"Essere Animali" dà vita ad un momento di riflessione sulle "conseguenze etiche di questa pratica che ogni anno solo in Italia causa la morte di circa un milione di animali". Interpellata la studentessa bolognese, vittima di pesanti accuse

Lunedì 20 gennaio “Essere Animali” - associazione antispecista - promuove un momento pubblico di approfondimento e riflessione sulla sperimentazione animale e sulle conseguenze etiche di quella che additano come una "pratica che ogni anno solo in Italia causa la morte di circa un milione di animali, sottoposti ad esperimenti che comportano enormi sofferenze fisiche e psicologiche".

Invito a partecipare all'evento indirizzato a Caterina Simonsen, la studentessa di Bologna gravemente malata e insultata per aver difeso pubblicamente la sperimentazione animale. "Essere animali", prendendo le distanze dalle gravi offese lanciate alla studentessa, sottolinea la necessità di un necessario confronto costruttivo con chi ora sostiene la sperimentazione animale.

La serata - ospitata a Bologna presso lo storico cinema Europa - sarà in collaborazione con l'Associazione Culturale Kinodromo, e vedrà la proiezione di “Maximum Tolerated Dose” di Karol Orzechowski, un documentario che racconta la sperimentazione animale con le parole degli stessi ricercatori che hanno scelto per motivi etici di non compiere più questo tipo di esperimenti. A seguire, un confronto fra le diverse posizioni, con Roberto Marchesini, etologo, filosofo, fondatore e direttore della Scuola di Interazione Uomo-Animale “SIUA” e Gianni Tadolini, psicologo e sperimentalista.

“La consapevolezza - dichiara 'Essere animali' - dell'enorme sofferenza a cui sono sottoposti gli animali rinchiusi nei laboratori deve portarci a sostenere la fine di questi esperimenti. Moltissimi scienziati oggi scelgono metodi alternativi che se ricevessero le sovvenzioni ora destinate agli esperimenti su animali potrebbero rendere la ricerca scientifica priva di quel grande fardello di crudeltà che ci viene proposto come inevitabile'.
"La realtà - concludono gli attivisti - è che attorno alla sperimentazione animale ruotano enormi interessi economici che incentivano l'inerzia culturale e rallentano un cambiamento comunque ritenuto necessario da un numero sempre maggiore di persone. Inoltre a rimetterci sono prima di tutto gli animali, ma anche gli stessi ricercatori, indirizzati a compiere azioni che sotto il profilo etico non possono avere giustificazione”.

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