Processo 'spese pazze', Bernardini condannato in appello

Pronto il ricorso in Cassazione. Lieve sconto di pena per alcune voci.

I giudici della Corte d'appello di Bologna hanno condannato con uno 'sconto' di due mesi Manes Bernardini, a processo nell'ambito dell'inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari in Regione Emilia-Romagna. Per l'ex consigliere della Lega, in seguito uscito dal partito per fondare il movimento civico Insieme Bologna, la pena scende dai due anni e sei mesi comminati in primo grado a due anni e quattro mesi.

A Bernardini venivano contestate, in particolare, alcune spese nei ristoranti, una serie di acquisti, tra cui dei cd musicali e un decoder Samsung, un abbonamento biennale da 3.752 euro a un sistema di ricerca e aggiornamento online per avvocati e due consulenze da 1.500 euro: la prima a una ragazza che, secondo la ricostruzione della Procura, si occupava di accogliere gli ospiti delle iniziative elettorali di Bernardini durante la campagna elettorale per le elezioni comunali di Bologna del 2011, e la seconda a una praticante dello studio legale dello stesso ex consigliere, che però non si sarebbe mai vista in Regione.

La Procura generale aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado, che oltre alla condanna a due anni e mezzo stabiliva anche due anni di interdizione temporanea dai pubblici uffici e la confisca dei rimborsi. Richiesta sostanzialmente accolta dai giudici della Corte d'appello, che però hanno abbassato la pena a due anni e quattro mesi, riconoscendo a Bernardini le attenuanti in relazione al rimborso per l'acquisto della banca dati e per le spese inferiori a 50 euro.

In attesa del deposito delle motivazioni, previsto entro 90 giorni, il legale dell'ex esponente del Carroccio, Vittorio Manes, ha già annunciato che intende ricorrere in Cassazione. (Ama/ Dire)

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