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'Spese pazze' in Regione, le condanne sfiorano i 450mila euro

La relazione annuale della Corte dei conti. Nel mirino della magistratura contabile anche i docenti e ricercatori Unibo con il doppio lavoro

Finora sono 31 le sentenze di condanna pronunciate dalla Sezione centrale di appello della Corte dei conti, per un totale di 448.813,37 euro, nei confronti degli ex capigruppo e consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna per le spese messe illecitamente a rimborso nel biennio 2011-2012.

Lo scrive, nella sua relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Bologna, il procuratore regionale della Corte, Carlo Alberto Manfredi Selvaggi. Nel secondo grado di giudizio sono state confermate, in diversi casi, le condanne di primo grado, mentre altre sono state ribaltate e in alcuni casi, come quello dell'ex capogruppo dell'Udc, Silvia Noè, i giudici hanno fatto uno 'sconto' agli ex eletti in Regione.

La somma riportata oggi da Manfredi Selvaggi, però, potrebbe salire ulteriormente, e anche di parecchio. Al momento, infatti, non è ancora stata depositata la sentenza d'appello nei confronti dell'ex capogruppo del Partito democratico in viale Aldo Moro, Marco Monari, che a giugno 2017 è stato condannato, in primo grado, a risarcire alla Regione ben 518.302,06 euro, cifra che, sebbene inferiore ai 614.954,54 euro chiesti dalla Procura, è comunque più alta di quella ottenuta sommando le 31 condanne di secondo grado emesse finora.

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