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Giustizia, il Tribunale frena sulla Staveco: 'Bene, ma emergenza spazio c'è ora'

I giudici vorrebbero che il ministero concedesse agli ingolfati uffici della giustizia più spazio da subito, affittando la ex maternità durante l'esecuzione dei lavori del polo giudiziario, per 5-10 anni

Il Tribunale di Bologna "prende atto con soddisfazione della stipula del protocollo per la realizzazione della nuova cittadella giudiziaria nell'area Staveco", avvenuta oggi a Roma, ma sottolinea che "tale soddisfazione non è piena, perché non vi è ancora certezza di una risposta immediata all'insostenibile carenza di spazi".

Ecco perché da Palazzo Legnani Pizzardi si rilancia, in una nota, la proposta di "dare corso al contratto stipulato oltre tre anni fa per la realizzazione del Polo penale nell'edificio dell'ex Maternita'" di via D'Azeglio. Le premesse, in ogni caso, sembrano buone, visto che il ministro della Giustizia Andrea Orlando "oggi ha promesso che dopo l'impegno per la destinazione dell'area Staveco a nuova sede del Tribunale si affronteranno i problemi della fase transitoria".

Fase che, ribadiscono dal Tribunale, "può essere affrontata solo trasferendo all'ex Maternità il Tribunale penale e il Tribunale di sorveglianza", soluzione che tra l'altro "non comporterebbe l'aggiunta di un contratto di affitto", ma permetterebbe di sostituire due contratti del costo complessivo di circa 700mila euro con un solo contratto che dovrebbe costare 630mila euro, con un risparmio di circa 70mila euro a fronte di oltre 2mila metri quadrati in piùdi spazio".

Per questo il Tribunale "ha insistito perché la questione sia immediatamente affrontata dall'attuale amministrazione, perché la sola ipotesi di una risoluzione del contratto per l'ex Maternità è un pericolo mortale". Tuttavia, si legge nella nota, anche se "la stipula del protocollo e' segno di una politica condivisibile portata avanti dall'amministrazione della giustizia il futuro è incerto, perche' non è detto che le attuali politiche saranno condivise dalla prossima amministrazione".

Una soluzione transitoria, fanno sapere dal Tribunale, è comunque indispensabile, perché "il continuo lavorìo per recuperare spazi" a Palazzo Legnani-Pizzardi "ha fatto sì che la crisi logistica del Tribunale sia sotto gli occhi di tutti, con udienze che non si riescono a celebrare e l'utenza accolta in modo inadeguato e mortificante".

Per queste ragioni dal Tribunale si ribadisce che il protocollo firmato oggi "per la realizzazione nel più breve tempo possibile della cittadella giudiziaria nell'area Staveco non può prescindere dall'adozione di soluzioni transitorie". Un'esigenza che, comunque, sembra "essere stata compresa dal ministro e dalla direzione ministeriale", tant'è vero che "è stato detto che la firma del protocollo comporta l'analisi delle soluzioni necessarie per la fase transitoria, e ci è stato assicurato un cronoprogramma dei lavori in modo da prospettare alla proprietà la prevedibile durata dell'affitto". Ovviamente, visto che "la durata dei lavori non può essere fissata in termini perentori, è necessario -conclude la nota- che il Tribunale possa contare, nei prossimi 5-10 anni, su una sistemazione efficiente, nel tempo necessario alla realizzazione del miglior progetto possibile per il nuovo Palazzo di giustizia". (AMA/DIRE)

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