Stazione: truffa sui biglietti Tper, scoperto sodalizio tra questuanti e bigliettai

Indagini della Polfer hanno portato a smascherare quello che sembra un collaudato sistema per raggirare i viaggatori e intascare i proventi della rivendita di biglietti. 17 denunciati tra cui 7 impiegati e autisti Tper

Foto: Polizia Ferroviaria

Un ingegnoso sistema di furto e truffa, portato avanti con il determinante contributo di addetti e autisti compiacenti. Così è definibile quanto scoperto dalla Polizia Ferroviaria dell'Emilia-Romagna, in una operazione che ha portato alla denuncia di 17 persone, di cui 7 impiegati per conto di Tper e una decina di questuanti donne, tutte cittadine rumene. Le accuse, ora al vaglio del pm Augusto Borghini, vanno dal furto alla truffa e all'indebito reimpiego di proventi illeciti.

E' stata la stessa azienda a spingere la Polfer a vederci chiaro, dopo aver notato considerevoli anomalie di prelievo dalle macchinette automatiche in zona Stazione centrale. Le indagini sono scattate nel maggio dello scorso anno, e si sono concluse a dicembre, scardinando un sistema nel quale ci guadagnavano tutti, ma a farne le spese sarebbero stati ignari passeggeri, sovente turisti stranieri.

Il sistema. I pedinamenti e le telecamere piazzate in vari punti della stazione Centrale hanno permesso alla Polizia Ferroviaria di ricostruire il meccanismo con il quale funzionava il sistematico raggiro.

Le donne, fingendo di aiutare i passeggeri del Blq ad acquistare il biglietto -6 Euro- e, con un guizzo di mano, addebitavano il massimo di corse consentito -8 in tutto- all'ignaro viaggiatore, per poi farlo allontanare con un espediente con un solo biglietto. A seguito della stampa dei rimanenti sette, le questuanti si recavano in biglietteria, dove uno degli addetti compiacenti rimborsava loro metà tariffa, per poi rivendere gli stessi titoli di viaggio a prezzo intero e quindi incassando a sé la rimanente metà sottratta al viaggiatore raggirato precedentemente. Analogo procedimento con alcuni autisti compiacenti. Ecco l'operazione spiegata da Invan Belmonte, sovrintendente capo della Polfer Emilia-Romagna:

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In tutto, stimano da Tper, potrebbe essere stata distratta una cifra intorno ai 30-35mila euro. Il sistema, che vede coinvolti a vario titolo sia bigliettai che autisti della linea Blq, è stato smantellato a dicembre, ma per parlare di sospensione dei dipendenti è ancora presto.

"Ricordo che Tper è parte lesa in questa vicenda: siamo noi che abbiamo mosso querela contro quanto stava accadendo. Per ora ci limitiamo ai rilievi alla autorità giudiziaria, qualora ci dovessero essere provvedimenti definitivi ci rifaremmo nelle sedi opportune" è in sintesi il commento di Fabio Teti, Direttore del settore Amministrativo di Tper, che aggiunge: "I dipendenti in questione non sono direttamente in carico a Tper, ma lavorano per una cooperativa in appalto".


 


 

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