Cronaca

Stelle cadenti, stasera e domani il picco. L'astrofisico: "L'ideale è osservarle da mezzanotte all'alba"

Intervista a Sandro Bardelli, INAF-Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna: "Non solo Perseidi, si vedono anche Giove e Saturno"

Stasera e domani sarà il momento migliore dell'estate per alzare gli occhi al cielo ed esprimere un desiderio per ogni stella. Che poi si avverino oppure no, avremo sempre assistito a uno spettacolo naturale che ci sorprende ogni volta: "Il nome di quelle che comunemente chiamiamo 'stelle cadenti' è Perseidi. Cosa sono? Sono in realtà dei pezzi di cometa (Swift-Tuttle) lasciati durante i suoi  passaggi. Una cometa è fatta di ghiaccio e roccia, quando si avvicina al Sole, il ghiaccio diventa vapore e si trascina pezzi di roccia. Poi, quando la Terra incontra la scia, questi cadono e le grandi velocità (siamo oltre fra i 100.000 e i 200.000 km orari) li riscalda e li vediamo come una scia luminosa".  

Tutto questo ce lo spiega Sandro Bardelli di INAF-Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna, il nostro punto di riferimento quando si parla si cielo, stelle e pianeti: "L'apice del fenomeno lo abbiamo quando la terra attraversa la scia della cometa, (che non è visibile perchè è già passata) e oggi e domani sono i momenti ideali perchè ne possiamo vedere un numero maggiore (nei giorni precedenti e successivi il radiante è troppo basso). L'ideale sarebbe osservarle nella seconda metà della notte e quindi fra la mezzanotte e l'alba". 

Non solo stelle cadenti: ci sono anche i pianeti

Cosa possiamo osservare oltre alle Perseidi? "Possiamo vedere, in direzione Sud-Est, i due pianeti Giove e Saturno. Il primo, luminoso e giallastro, il secondo rossiccio: visibili entrambi, con un piccolo binocolo si possono scorgere anche quattro delle Lune di Giove (quelle scoperte da Galileo Galilei). Per gli anelli di Saturno invece ci vuole un binocolo più potente o un piccolo telescopio". 

Curiosità: il 10 agosto fra Perseo e San Lorenzo

"Tradizionalmente associamo il picco delle stelle cadenti al 10 agosto e questo risale alla festività della fecondità dell'Antica Grecia legata a Peseo appunto (da qui Perseidi) ma soprattutto alla festa di San Lorenzo voluta della chiesa. Da qui l'associazione alle lacrime del martire e alle scintille della graticola. C'è poi anche Pascoli. Tradizioni a parte, il fenomeno non ha un orologio, ma si sviluppa in un periodo più esteso"

Perchè si esprime un desiderio quando si vede una stella cadente

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