Comitato Strade aperte al Comune: "Moltiplichiamo le piazze invece di chiuderle"

Il comitato, che ha raccolto quasi 2mila firme, nei mesi scorsi ha sottoposto al Comune un pacchetto di interventi che non ha ancora ricevuto risposta

Foto Strade Aperte

La situazione di piazza San Francesco, che il Comune di Bologna si appresta a chiudere per evitare gli assembramenti non in linea con le misure anti-coronavirus, dimostra che in città c'è bisogno proprio di più piazze pedonali e "strade condivise".

A rilanciare il tema è la rete Strade Aperte, che nei mesi scorsi ha sottoposto al Comune un pacchetto di interventi che però, segnalano oggi i promotori con una nota, non ha ancora ricevuto risposta. Il caso di piazza San Francesco "ci restituisce il senso di un'emergenza sempre più pressante e che diventa drammatica nel quadro di una città che ha bisogno di tornare a vivere - scrive il gruppo Strade Aperte - anche e soprattutto in spazi di incontro all'aperto, rispettando politiche di distanziamento fisico, per il contenimento del coronavirus".

Se le piazze sono troppo affollate, insomma, "è evidente che c'è bisogno di nuovi spazi per le persone. Bisogna moltiplicare tali spazi, piuttosto che chiuderli", continua la nota. "Già dal mese di maggio si è costituito il comitato Strade Aperte, nato da un confronto nell'ambito della Consulta della bicicletta - ricordano i partecipanti - proponendo all'amministrazione una serie di interventi concreti per allargare gli spazi di socialità e aggregazione a partire già da questa estate di pandemia e sperimentare nuove forme d'uso dello spazio pubblico per la città del futuro". Il documento, elaborato dai rappresentanti di 20 realtà del territorio, è stato presentato all'amministrazione a fine maggio e l'1 luglio "c'è stato un incontro per verificare l'interesse dell'amministrazione a realizzare le azioni proposte, ma a oggi - continua la nota - il manifesto di Strade Aperte non ha ancora avuto alcuna risposta concreta".

Per traghettare la città fuori dall'emergenza "dobbiamo riconsiderare la salute e l'ambiente come beni comuni ineludibili - aggiunge il comitato - prima che lo spazio pubblico diventi spazio di separazione non solo spaziale, ma anche sociale". Con 1.700 firme raccolte in calce al documento e più di 50 proposte di spazi pedonali e strade condivise, il percorso di Strade Aperte "dimostra che la necessità di costruire politiche finalizzate a favorire il distanziamento fisico, moltiplicando le piazze nei quartieri e ampliando gli spazi pedonali e condivisi, è sentita da molti cittadini".

D'altra parte, anche l'emergenza climatica "ci impone di sperimentare urgentemente soluzioni per ridurre la pressione dei mezzi motorizzati e aumentare l'uso di mezzi di trasporto sostenibili, in particolare in vista di settembre, quando la riapertura di scuole e università potrebbe rendere il traffico insostenibile", sottolinea Strade Aperte, che invita l'amministrazione ad accelerare: "Di fronte alle vicende che stiamo vivendo, ci aspettiamo risposte concrete e tempestive, perché né il virus né i cambiamenti climatici ci aspettano. Risposte che, a oggi, non sono ancora arrivate, e che la città merita di ricevere al più presto". (Dire)

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