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Strage di Bologna, scontro tra Cavallini e i familiari delle vittime

L'imputato per il processo bis sul concorso nella strage accusa e minaccia querele

Accusa i familiari delle vittime di averlo calunniato per il dossier che lo ha portato al processo, ma ne ha anche per un pm un "colpevolista e un gip che forse ha ritenuto troppo temerario sfidare il blocco dei familiari".

Inizia così la giornata giudiziaria dell'ex terrorista nero Gilberto Cavallini, 66 anni, imputato oggi nel processo bis a Bologna per concorso nella strage che il 2 agosto 1980 fece 85 morti e 200 feriti.

Presidio di 'Piantiamolamemoria' a sostegno dei familiari delle vittime - VIDEO

Cavallini, già condannato a diversi ergastoli per diversi omicidi compiuti durante la sua militanza dentro il gruppo terroristico Nar e detenuto a Terni, si è presentato di buon mattino in aula a Bologna e ha reso dichiarazioni spontanee, durante le quali è nata proprio l'accusa nei confronti dell'associazione familiari delle vittime, spiegando anche come egli stesso sia stato vittima di una sorta di complotto ordito dall'allora Pci, alcuni pm e i servizi segreti per indirizzare le indagini verso i colpevoli di comodo.

Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione, ha prontamente risposto: "Le accuse mosse a Torquato (Torquato Secci, un parente delle vittime chiamato in causa, ndr) sono ridicole. Nei nostri manifesti abbiamo sempre inserito la dicitura 'strage fascista' dopo una sentenza, abbiamo aspettato prima di inserire una frase del genere. Torquato non può più dire di sì o di no, visto che è morto da un pezzo: il fatto che esca adesso una dichiarazione del genere fa il paio con tutte le cavolate sentite ieri in conferenza stampa con Fiore. Se qualcuno avesse avuto elementi avrebbe potuto andare dal pm, farlo adesso è una stupidata".

Nel merito del processo, davanti alla corte d'Assise che lo vede come imputato, Cavallini asserisce (smentendo Mambro e Fioravanti, ndr) di essere stato a Padova la mattina in cui avvenne la strage, senza rivelare però l'identità della persona che avrebbe incontrato.

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