Cronaca

Strage di Bologna, la parente della vittima faccia a faccia con il condannato

L'ex terrorista Luigi Ciavardini incrocia fuori dall'aula la vicepresidente delle vittime Anna Pizzirani. 'Chi ha fatto strage è m....' 'Allora se lo sta dicendo da solo'

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Incontro-scontro, fuori dall'aula della Corte d'Assise di Bologna in cui si svolge il processo a carico dell'ex Nar Gilberto Cavallini, tra Luigi Ciavardini, condannato in via definitiva come esecutore della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, e la vicepresidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Anna Pizzirani.

Ciavardini, fuori dall'aula in attesa di testimoniare, ha riconosciuto e salutato Pizzirani durante una sospensione dell'udienza, e da lì è nata una discussione tra i due, con l'ex Nar a ribadire la propria innocenza e l'esponente dell'associazione a ricordargli la sentenza definitiva di condanna nei suoi confronti. A Pizzirani, Ciavardini ha voluto dire, senza mezzi termini, che "chiunque abbia commesso la strage e' una m... d'uomo", ma la vice di Paolo Bolognesi ha tenuto il punto, dicendogli che "allora se lo sta dicendo da solo".

Vani i tentativi dell'ex Nar di proclamare, ancora una volta, la propria innocenza, definendosi anche "l'86esima vittima della strage, e forse siamo 89, se contiamo gli altri condannati, anche loro innocenti": Pizzirani gli ha infatti replicato che "mia figlia, che allora aveva 11 anni, ha avuto il carattere cambiato dalla strage, e lei potrà anche essere tranquillo, ma io ancora non lo sono. Perciò- ha concluso- anche se mi fa piacere che mi abbia riconosciuto, faccio molta fatica a parlare con lei, quindi lei resti sulle sue posizioni, e io resto sulle mie". (AMA/DIRE)

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