Cronaca

Strage di Bologna, parenti vittime chiamano Draghi: "Fermate quella nomina all'Archivio di Stato"

L'associazione guidata da Paolo Bolognesi teme che l'operazione di desecretazione cada in mani sbagliate: "Ci sono i titoli, ma non c'è lo spessore". Sullo sfondo, il precedente dell'archivio Rauti

La richiesta è netta: Mario Draghi fermi la nomina di Andrea De Pasquale, già direttore della Biblioteca nazionale centrale di Roma, a Sovrintendente dell'Archivio centrale dello Stato.

L'altolà perentorio è stato spedito per lettera una settimana fa al premier dal presidente dell'associazione dei parenti delle vittime della strage del 2 agosto 1980 alla stazione Bologna, Paolo Bolognesi (che guida anche l'Unione dei familiari delle vittime di stragi).

Quella nomina, ha scritto Bolognesi, non s'ha da fare. E "se così non fosse, devo pensare che nei fatti non c'è nessuna volontà di fare chiarezza sui retroscena della strage e delle stragi in generale, sulle collusioni degli apparati, di chi erano i gladiatori, delle loro 'imprese' e tantomeno delle varie implicazioni politico terroristiche della famigerata loggia P2".

Il motivo? E' presto detto. Secondo Bolognesi "un incarico così centrale per la trasparenza della nostra democrazia" (il Sovrintendente dell'Archivio centrale dello Stato è uno dei principali responsabili della corretta attuazione della desecretazione delle carte relative a stragi ed attentati) non va "affidato a una persona che ha sicuramente i titoli, ma non la visione e lo spessore che dovrebbe caratterizzarne il ruolo".

A non convincere su De Pasquale è anche il precedente dell'acquisizione dell'archivio Rauti da parte della Biblioteca nazionale: in quell'occasione ci fu una enfasi celebrativa dell'evento che non andò giù a parecchi, a partire dai parenti delle vittime della strage di Brescia e piazza Fontana. E non solo.

In occasione dell'acquisizione dell'archivio Rauti "De Pasquale ha mostrato o comunque avallato un atteggiamento di scarsa autonomia scientifica e di compiacenza nei confronti della famiglia Rauti e della parte politica sua e dei suoi eredi", segnala quindi Bolognesi a Draghi e questo "desta vive preoccupazioni" ora che sarebbe in procinto di assumere il ruolo "molto delicato" di Sovrintendente dell'Archivio centrale dello Stato.

Perchè in quella veste è "uno dei principali responsabili della corretta attuazione della direttiva Renzi" e questo "richiede una spiccata sensibilità costituzionale e una coraggiosa autonomia rispetto alle numerose pressioni politiche che possono ostare all'attuazione dell'iniziativa".

Ma appunto c'è il precedente che non lascia tranquilli i parenti delle vittime. Bolognesi ricorda che il ministero dei Beni culturali dovette intervenire rimuovendo alcuni comunicati ufficiali relativi all'evento dell'archivio Rauti e inoltre disse che "una cosa è la scelta della Biblioteca centrale dello Stato, assunta nell'ambito della propria autonomia scientifica, di accettare una donazione da parte degli eredi da mettere a disposizione di storici e studiosi, ben altra cosa è accompagnarla con valutazioni e giudizi inaccettabili, soprattutto nei siti istituzionali del ministero".

Bolognesi aggiunge che, "sollecitato dall'associazione dei famigliari delle vittime di piazza Fontana, il dottor De Pasquale ha avuto un atteggiamento curioso: si è scusato, ma non ha riconosciuto alcun problema nella comunicazione e presentazione del fondo Rauti". Insomma, il suo atteggiamento è stato "tale da compromettere agli occhi di molti la correttezza di un'istituzione prestigiosa come la Biblioteca nazionale centrale" e ora ne andrebbe evitata la nuova nomina, insiste Bolognesi.


(Mac/ Dire)

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