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Strage di Bologna: nuova perizia su bomba, ma mancano i reperti

Molto materiale distrutto dopo le sentenze nei procedimenti precedenti, rimane invece intatto un cartellone turistico dell'epoca, possibile fonte di prove

E' iniziata ieri mattina, con un primo consulto in cui, a quanto apprende la Dire, è stato stilato un 'piano di lavoro' per i prossimi mesi, la nuova perizia chimico-esplosivistica sulla bomba che, il 2 agosto 1980, uccise 85 persone, ferendone oltre 200, alla stazione ferroviaria di Bologna.

Allo stato attuale, però, sembra proprio che la perizia, affidata dal presidente della Corte d'Assise di Bologna, Michele Leoni, all'esperto di esplosivi Danilo Coppe nell'ambito del processo per concorso nella strage a carico dell'ex Nar Gilberto Cavallini, sarà condotta principalmente sulle vecchie carte, fatta salva qualche possibile 'new entry' fra gli elementi da esaminare.

Questo perché di molti reperti, analizzati nei precedenti processi sulla strage, è stata disposta la distruzione una volta che le sentenze sono passate in giudicato. È il caso, ad esempio, dei sei sacchetti contenenti del terriccio prelevato dal cratere dell'esplosione, che come ricorda Gabriele Bordoni, legale di Cavallini, "furono sottoposti a perizia durante il processo d'appello" al termine del quale, nel 1994, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro furono condannati come esecutori materiali della strage.

Strage di Bologna: processo contro Cavallini, chiamati anche ex Nar

Sul punto erano state chieste informazioni al 15esimo Centro Rifornimenti e Mantenimento di Padova, che ha fatto sapere di non avere in deposito nemmeno una parte di quel materiale, di cui in effetti, a quanto si apprende, sarebbe stata disposta la distruzione una volta passata in giudicato la sentenza del 1994. Tra gli altri reperti che potrebbero essere analizzati nella nuova perizia ci sono poi le macerie conservate nell'ex caserma San Felice di via Prati di Caprara, che però sono state esposte per 38 anni alle intemperie e alla crescita di vegetazione, motivo per cui filtra scetticismo sulla possibilità di ricavarne informazioni utili.

Il perito è inoltre in attesa delle autorizzazioni per staccare e poi analizzare il cartellone dell'Ente provinciale turismo con l'immagine in bianco e nero del Teatro Comunale, danneggiato dall'esplosione del 2 agosto e ora conservato sotto vetro nella sala d'attesa della stazione. Questo perché si presume che sull'immagine, investita dallo scoppio della bomba, possano essere rimaste delle particelle utili alla perizia. Starà a Coppe, infine, giudicare sull'eventuale utilità dei vestiti e degli altri oggetti conservati dai parenti delle vittime e 'censiti' in questi giorni dall'associazione presieduta da Paolo Bolognesi. (Ama/Dire)

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