Cronaca

Strage di Bologna, esclusi i testimoni della 'pista palestinese'

I giudici della corte d'assise di Bologna hanno respinto in toto i testi della difesa riguardanti la teoria alternativa. Fuori anche alcuni nomi di parte civile, tra cui Roberto Fiore

La 'pista palestinese' esce subito dal processo a carico dell'ex Nar Gilberto Cavallini per concorso nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, che fece 85 morti e 200 feriti.

I giudici della Corte d'Assise di Bologna hanno infatti escluso tutti i testimoni legati a quella ipotesi investigativa, archiviata nel 2015 e già esplorata a fondo secondo i giudici, proposti dai difensori di Cavallini.

Non testimonieranno, quindi, il terrorista internazionale Ilich Ramirez Sanchez, detto 'Carlos' e l'ex senatore Carlo Giovanardi. Esclusi anche due testimoni di parte civile, l'ex estremista di destra Fabrizio Zani e soprattutto il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, ritenuti superflui, così come non testimonieranno i superstiti e i familiari delle vittime, per cui sono già documentati i danni subiti a causa della strage.

Ammesso, invece, il leader di Ordine nuovo Carlo Maria Maggi, già condannato in via definitiva per la strage di piazza della Loggia, così come Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, condannati definitivamente come esecutori della strage del 2 agosto, mentre i legali di parte civile dovranno scegliere chi far testimoniare tra Mario Mori e Alfredo Lazzerini, che indagarono sulla strage negli anni '80. Nella prossima udienza, in programma mercoledì prossimo, si partirà con i primi testimoni della Procura, il poliziotto Antonio Marotta e il Carabiniere Goffredo Rossi. (Ama/ Dire)

 

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