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Strage Bologna, Merola: "Reato di depistaggio è passo avanti, ma ora i nomi dei mandanti"

Anche Bolognesi alla commemorazione ha spostato l'accento sul reato di depistaggio, che entra in vigore proprio oggi: "Arma di distruzione di tanti processi, strumento in più per giudici per accertare la verità"

L'approvazione del reato di depistaggio è "un passo avanti significativo". Ma Bologna e i familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 non si fermano, perchè "c'è ancora da fare. C'è da raggiungere la verità piena per arrivare ai mandanti della strage". Così il sindaco Virginio Merola, a nel corso della commemorazione di questa mattina in Consiglio comunale a Bologna, alla presenza dei parenti delle vittime e delle istituzioni, in occasione del 36° anniversaio dalal strage alla stazione.

Merola ha ringraziato il Governo, e in particolare il sottosegretario Claudio De Vincenti, presente oggi alla cerimonia, "per aver mantenuto gli impegni. Aver raggiunto l'obiettivo del reato di depistaggio è un passo significativo- ribadisce il sindaco- che testimonia la vicinanza delle Istituzioni e del Governo". 

"Ci sono voluti 23 anni da quando Torquato Secci dal palco del 2 agosto chiese una legge che colpisse i depistatori, ma ce l'abbiamo fatta". Nel giorno della commemorazione della strag, anche il presidente dell'associazione dei parenti delle vittime, Paolo Bolignesi, ha voluto sottolineare  l'entrata in vigore proprio in queste ore della legge che individua il reato di depistaggio. "La volontà di colpire i depistatori è stata di tutto il Parlamento", ricorda nel suo intervento alla cerimonia in Comune. "Oggi entra in vigore il reato di depistaggio, un'arma di distruzione di tanti processi, dalle stragi al caso Cucchi. Uno strumento in più per giudici per accertare la verità", ha sottolineato Bolognesi.

"Oggi è il primo 2 agosto, a 36 anni da quella maledetta mattina del del 1980, in cui l'Italia ha un reato di depistaggio", dice a sua volta -su Facebook- il senatore bolognese del Pd Sergio Lo Giudice, firmatario a Palazzo Madama di una proposta di legge (poi unificata a quella portata in aula da Bolognesi). La legge approvata poche settimane fa dal Parlamento, "grazie all'impegno dell'associazione dei familiari delle vittime, di Paolo Bolognesi e di molti di noi, entra in vigore oggi. Questo- dice Lo Giudice- non potrà risarcire l'Italia del dolore delle menzogne di pezzi dello Stato che si è aggiunto al dolore per le perdite umane e per lo sfregio civile. Ma oggi l'Italia sancisce di voler essere un Paese diverso, in cui la violazione del diritto alla verita'' viene sancito nella sua gravità'". Ora, però, "starà a tutti noi vigilare perchè questo avvenga, con la stessa determinazione con cui il popolo di Bologna ha saputo reagire a quella ferita trasformandola in un'esperienza di crescita civile", conclude. 

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