Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Stragi Bologna e Ustica, incontro tra associazioni dei parenti e Fico-Bonafede

Summit di due ore tra il presidente della Camera e il Guardasigilli, per accellerare il dossier sulle desecretazioni

Un incontro "di oltre due ore": da una parte, il guardasigilli Alfonso Bonafede e il presidente della Camera, Roberto Fico; dall'altra, i presidenti delle associazioni dei parenti delle vittime: Paolo Bolognesi (stazione Bologna), Daria Bonfietti (Ustica), Roberto della Rocca (associazione italiana vittime di terrorismo), Manlio Milani (piazza della Loggia) e Ilaria Moroni, della rete degli archivi.

Promesso lo scorso 2 agosto a Bologna dal presidente Fico si e' tenuto ieri l'atteso incontro a Montecitorio sui tanti problemi irrisolti lamentati dalle vittime di strage e terrorismo. E Bolognesi, parlando alla 'Dire', riprende le speranze: "E' stato un incontro di oltre due ore in cui i nostri interlocutori, il presidente della Camera, il ministro e i loro staff hanno dimostrato grande disponibilità".

Tanto che ora si aspettano "le prime risposte entro ottobre", lasciando comunque aperta la porta per un nuovo summit per fare il punto sull'avanzamento delle soluzioni per i diversi problemi. In primis c'è l'attuazione della cosiddetta 'direttiva Renzi' per la desecretazione di atti e carte relativi a stragi e attentati e custoditi negli archivi e negli uffici dei ministeri o delle commissioni parlamentari di inchiesta.

Spiega Bolognesi: è stato garantito che verrà rinnovato il comitato consultativo incaricato di vigilare sui 'versamenti', cioè sui materiali che vanno desecretati. Era un punto toccato con insistenza anche dai parlamentari del Pd che temevano uno stallo nelle procedure per la desecretazione, e su cui il Governo aveva già detto di voler procedere. "E' andata bene, si sono presi degli impegni", sintetizza Bolognesi: il rinnovo del comitato, ma anche "sui 10 punti che abbiamo posto sulla desecretazione" e non solo.

Impegni da parte di Fico e Bonafede riguardano anche la digitalizzazione delle carte e degli atti sui fatti e i processi per strage e attentato ("E' un tema che interessa anche a loro", dice Bolognesi) e partirà una "ricognizione su più ministeri" per dirimere i punti controversi sulla legge 206 che riguarda indennizzi e benefici pensionistici per i parenti delle vittime (la cui attuazione si infrange ogni anno sulla carenza di fondi nella legge di bilancio). Inoltre, riferisce ancora Bolognesi, "Bonfietti ha posto il tema delle rogatorie internazionali che non procedono per i fatti di Ustica e Fico ha detto di volersi impegnare con i suoi omologhi di altri paesi come è stato fatto per Regeni" per sbloccare il percorso verso la verità.

Insomma, "un primo incontro soddifacente, abbiamo parlato di tutte le questioni. Fico si è impegnato a farsi parte attiva anche sul Senato", e Bolognesi coltiva la sperenza che il governo giallo-verde segni una svolta dopo anni di denunce e delusioni. Intanto, per quanto riguarda il processo per concorso nella strage del 2 agosto a carico dell'ex Nar Gilberto Cavallini, sul fronte della perizia chimico-esplosivistica affidata dal presidente della Corte d'Assise di Bologna, Michele Leoni, all'esperto Danilo Coppe, ieri a Parma è iniziata la selezione dei reperti trovati nell'area dell'ex caserma San Felice di via Prati di Caprara 12 a Bologna. Al momento, a quanto si apprende, sarebbe già stato 'scartato' circa il 70% del materiale portato via dai Prati di Caprara, e si sarebbe iniziato a separare i reperti 'salvati' in base ai materiali di cui sono composti (legno, plastica, fili elettrici e altro ancora) in vista di un'ulteriore selezione.

Infine, domani il processo riprenderà con le testimonianze, chieste dai legali di parte civile, degli ufficiali dei Carabinieri, Mario Mori, Giorgio Tesser e Augusto Ambroso. Mori, ex comandante del Ros ed ex direttore del Sisde, che tra il 1983 e il 1986 comandava la Sezione Anticrimine di Bologna, dovrebbe parlare delle indagini svolte sulla strage, con particolare riferimento agli elementi raccolti su Cavallini. Assieme al generale, che lo scorso aprile è stato condannato, in primo grado, a 12 anni nell'ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia, dovrebbero deporre il generale Giorgio Tesser e il tenente Augusto Ambroso, che dovranno parlare delle loro indagini sui Nar. (Mac/Ama/ Dire)

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