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Strage del Pilastro: un audio potrebbe aprire nuove indagini

Si tratta di una conversazione a latere, a suo tempo acquisita agli atti ma mai approfondita del tutto. Uno dei parenti delle vittime ora chiede di riaprire il filone di indagine

Potrebbero essere riaperte le indagini per la strage del Pilastro, il massacro dei tre carabinieri Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini, uccisi con 22 colpi di arma da fuoco in via Casini al Pilastro il 4 gennaio 1991. A pochi giorni di distanza dalla commemorazione del 30esimo anniversario dall'eccidio un audio in particolare potrebbe riattirare l'attenzione degli inquirenti sulla morte dei dei militari condotto ad opera dei fratelli Savi e dei fiancheggiatori.

A chiedere la riapertura dei faldoni è stato il fratello di uno dei carabinieri coinvolti, Ludovico Mitilini, che all'Ansa ha dichiarato che "siamo di fronte a una verità monca, ci sono lati oscuri: per questo da parte di alcuni familiari sarà fatta una richiesta formale di riaprire le indagini".

L'audio del parente della superteste

E' emerso un frammento audio, una intercettazione di telefonata pubblicata da Il resto del carlino, i cui contenuti fanno riferimento a una telefonata intercorsa tra il padre dell'allora testimone oculare (minorenne) della sparatoria, e un'amico. Nella telefonata si fa riferimento a un non meglio precisato gruppo e a una sigla, che l'uomo spiega al telefono all'amico come una sorta di gruppo di supporto per la figlia, all'epoca superteste dell'accusa.

La stessa superteste, che in origine aveva indicato i fratelli Santagata (entrambi arrestati, processati e infine assolti quando furono arrestati i fratelli Savi, in seguito rei confessi), fu in seguito indagata per falso e poi per calunnia, ma infine prescritta.

L'intercettazione "già agli atti"

L'audio in questione però era già presente nel fascicolo del processo ai fratelli Savi. A chiarirlo, dopo l'emersione dell'audio della telefonata, è stato l'allora titolare dell'indagine che poi portò all'arresto della banda, Valter Giovannini, ora sostituto procuratore presso la corte di Appello. Giovannini, parlando all'Ansa, ha chiarito come l'audio fosse presente nel fascicolo:  "All'udienza del 26 ottobre 1996 un difensore di parte civile la utilizzò per porre delle domande al signor Bersani ed io produssi la trascrizione alla Corte".

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