Cronaca

Strage di Ustica, dopo 44 anni parla l'addetto dell'ambasciata

A pochi giorni dal 44° anniversario arriva ancora una rivelazione

QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE WHATSAPP DI BOLOGNATODAY

44 anni e 81 morti. Quella sera del 27 giugno 1980, il Dc-9 dell'Itavia, partito da Bologna non arrivò mai a Palermo, ma si inabissò nelle acque di Ustica. E a pochi giorni dall'anniversario arriva ancora una rivelazione, questa volta di un addetto dell'ambasciata francese a Roma: "Mi fu detto di riferire che un radar era in manutenzione", ovvero gli sarebbe stato ordinato di mentire sull'impianto di Solenzara, in Corsica.

Il nuovo scenario, semmai ve ne fosse bisogno, sarà analizzato nel corso di un programma di Raitre che andrà in onda il 25 giugno, condotto da Massimo Giletti, in diretta dal Museo per la Memoria di Ustica: "Lo Stato Maggiore italiano mi ha chiesto di chiedere allo Stato Maggiore francese il rilevamento radar di quella notte, il colonnello francese mi ha detto che dal momento che la base di Solenzara era chiusa è stato comunicato allo Stato Maggiore italiano che il radar era in manutenzione" e "mi hanno detto di rispondere agli italiani che il radar era in manutenzione e punto". 

Come se non bastasse, a maggio  sotto la lente della Procura di Milano sono finiti due ex componenti del consiglio di amministrazione della compagnia Itavia. 

Parte dei 330 milioni di euro ottenuti da Itavia - quattro anni fa come risarcimento da parte dei ministeri della Difesa e delle Infrastrutture in sede civile proprio per la strage- sarebbero stati usati da due ex amministratori della Spa, passata dall'amministrazione straordinaria alla liquidazione, per coprire debiti bancari per la loro scalata societaria. Ma anche per fare acquisti di lusso e per pagare vacanze a cinque stelle. Rolex e soggiorni in resort in giro per il mondo sarebbero stati pagati con i fondi della società.

Bonfietti: "Avviene tutto troppo tardi"

"Purtroppo avviene tutto troppo tardi, ma chi finalmente ha voglia di raccontare il ruolo che ha avuto, visto che sono anche uomini delle istituzioni, farebbe solo il proprio dovere", ha detto all'Adnkronos Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, alla luce delle anticipazioni. "Continuiamo a dire che manca un pezzo di verità perché manca solo l'autore materiale/gli autori dell'abbattimento di un aereo civile in tempo di pace, come ci consegna nel 1999 un giudice della Repubblica ossia Rosario Priore nella sua ordinanza. Sono passati altri 25 anni, aspettiamo la possibilità di leggere tutta la verità sugli autori materiali".

"Acquisire tutte le informazioni"

"Ancora una volta da un'inchiesta giornalistica sono emerse notizie che appaiono utili a fare piena luce sulla strage di Ustica. Lo abbiamo detto più volte e più volte abbiamo assunto iniziative parlamentari in merito: è fondamentale acquisire tutte le informazioni in loro possesso da paesi amici dell'Italia - scrivono Andrea De Maria, Deputato PD e Walter Verini, Senatore PD in una nota congiunta- Emergono ora nuovi elementi che riguardano la Francia. Nei prossimi giorni chiederemo, con atti parlamentari, al Governo di mettere in campo una azione a livello internazionale in merito. Lo dobbiamo alle vittime ed ai loro familiari. Lo dobbiamo alla nostra democrazia, perché la dignità dell'Italia richiede che si raggiunga la piena verità su quella che è stata una gravissima violazione della nostra sovranità nazionale". 

27 giugno 1980: il Museo della Memoria di Ustica

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Strage di Ustica, dopo 44 anni parla l'addetto dell'ambasciata
BolognaToday è in caricamento