Protesta sotto la Regione: studenti seguono la Dad al freddo

Davanti all'ingresso della fiera, che fino a pochi giorni fa ospitava diverse classi extra, si sono seduti gli studenti del Minghetti

E due. Alle 10 di questa mattina, gli studenti di seconda ginnasio del liceo 'Minghetti' si sono dati appuntamento davanti all'ingresso dei padiglioni della fiera di Bologna in viale Aldo Moro (al cui interno sono state realizzate d'estate le aule extra per permettere di fare lezione in presenza), per contestare di nuovo il ritorno alla didattica a distanza.

Come già nei giorni scorsi, hanno ricreato una lezione 'en plein air': tutti seduti sui gradoni con mascherina, a debita distanza e con i loro computer appoggiati sulle gambe e collegati con il loro prof. "E' la seconda volta che ci vediamo per fare questa dimostrazione -dice Isabella- le istituzioni si sono mosse in forte ritardo per predisporre una didattica in sicurezza.

Scuola, in arrivo un milione per la didattica a distanza degli studenti bolognesi (delle superiori)

Siamo scontenti e arrabbiati. Non è possibile, basti pensare alle difficoltà di chi quest'anno affronterà l'esame di maturità, non aver pensato per tempo alla scuola". Tanta amarezza e preoccupazione per l'efficacia della didattica a distanza integrale, confermata dall'ultimo dpcm che entrerà in vigore a mezzanotte: "Nella nostra aula non abbiamo finestre, ma avevamo comunque un buon impianto di aerazione- sottolinea Marco- la preside inoltre ci ha sempre consigliato di indossare la mascherina al banco. Insomma, potevamo benissimo continuare. Meglio in Fiera che tutti i giorni a casa".

Fra gli umori dei liceali, una contestazione la fa da padrona: il non aver investito abbastanza risorse sui trasporti locali. Per gli studenti, il vero rischio di contagio da coronavirus non è mai stato all'interno delle loro classi o strutture, ma nel tragitto che percorrono ogni giorno per andare a scuola.

"Oltre al bonus mobilità, potrebbero magari creare abbonamenti accessibili per la Mobike, servizio che ultimamente, è diventato ancora più dispendioso. Quasi nessuno di noi sceglie di venire in bus e utilizziamo la bici, per quanto possibile".

Una studentessa si alza in piedi, posa il computer e prende la parola: "Io vengo da Funo, una piccola frazione di Argelato, e vi posso assicurare che sulle linee esterne la Regione non ha messo praticamente mano". Gli studenti sono decisi a portare dimostrazioni come quella di oggi ripetendole almeno una volta a settimana nel rispetto del distanziamento sociale e della sicurezza. "Intanto, su Zoom o Microsoft Teams, le versioni di latino e greco non saranno per niente una passeggiata. La scuola è la base di ogni società", ripetono.
(Pev/ Dire)

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