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Cronaca

Tre stupri in un mese, si riaccende il tema sicurezza. La ricetta: più telecamere e controlli

E' l'ipotesi ventilata dal Prefetto di Bologna dopo il tavolo sulla sicurezza che ha fatto il punto anche alla luce dei recenti episodi di violenza sessuale registrati, l'ultimo la scorsa settimana ai Giardini Margherita

Sicurezza da tutelare. Soprattutto nei parchi cittadini. Soprattutto dopo (l'ennesimo) episodio violento, ovvero lo stupro di una minore ai Giardini Margherita ad opera di uno sconosciuto che al momento risulta irrintracciabile.

Il dibattito è aperto. Un punto è stato fatto durante il tavolo sulla sicurezza, al termine del quale il prefetto di Bologna, Attilio Visconti, ha fatto sapere che la via perseguibile per tutelare il parco cittadino potrebbe essere attivare maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine, oltre all'attivazione un numero maggiore di telecamere di videosorveglianza nella zona. 

Non ritiene invece sensata l'ipotesi ventilata, e anche adottata negli anni passati, della chiusura notturna del parco.

Giardini, chiuderli di sera o blindarli?

Secondo il Prefetto la via per la tranquillità ai Giardini non sarebbe renderli off-limits di notte. "Sono la Villa Borghese di Roma – ha spiegato –, non si possono chiudere, come non si può chiudere Villa Borghese perché non si riuscirebbe comunque a renderli impermeabili, da qualche parte riuscirebbero a entrare prima o poi". La via più sensata, secondo Visconti, sarebbe quella di "implementare la videosorveglianza e i controlli, magari impiegando i carabinieri della Forestale".

Non solo. C'è anche il nodo videosorveglianza da affrontare. Con urgenza come rileva l'episodio di violenza della scorsa settimana. Delle 451 telecamere  installate in vari punti della città,  ben il 28% ha problemi "il 10% di messa a fuoco, al restante 18 manca l’aggiornamento del sistema e quindi non possono registrare", secondo il Prefetto. Problema che si riscontra anche ai Giardini Margherita e in zona. 

Dove installare le nuovo telecamere? I punti nevralgici saranno stabiliti dalle forze di polizia che indicheranno le zone più a rischio criminalità, perché particolarmente frequentate, o degradate, o isolate, ha chiarito Visconti.  

"250mila euro per ripristino telecamere cittadine, ma si faccia presto"

Non è nuova la linea dell'irrobustimento delle dotazioni di telecamere nelle zone calde, come i Giardini appunto. Lo ricorda stamane la Lega: “Il prefetto - rimarcano dal Carroccio - sposa la nostra linea : il sistema di videosorveglianza della città va manutenuto e potenziato. Urge una manutenzione di tutti i sistemi malfunzionanti o che presentano problematiche di qualsiasi genere. Si è perso fin troppo tempo. i dati sono sconfortanti: delle 451 telecamere installate, il 28% risultano pressoché inutilizzabili".

La questione era approdata anche sul tavolo del consiglio comunale, aggiunge il consigliere comunale leghista Matteo Di Benedetto, primo firmatario dell’ordine del giorno che chiede all’amministrazione  di potenziare il sistema di videosorveglianza, a margine del comitato sulla sicurezza che si è tenuto ieri. "L’amministrazione - dice Di Benedetto - deve avviare una verifica strutturale - aggiunge della rete per procedere alla manutenzione e al suo potenziamento, sia in termini quantitativi che qualitativi. L’annuncio dello stanziamento di 250mila euro per il ripristino alle giuste condizioni degli occhi elettronici già presenti in città entro fine anno e dell’ulteriore milione di euro per l’installazione di nuove telecamere all’avanguardia nelle zone più problematiche della città è una buona notizia. L’auspicio è che si faccia presto. Lo dobbiamo ai cittadini, ormai spaventati dal clima di insicurezza che si è inasprito nelle ultime settimane”.  

La soluzione (anche) sui banchi di scuola 

Sul tema è anche intervenuto il sindaco Matteo Lepore, che ha piuttosto posto l'accento sulla necessità di sensibilizzare sul tema attraverso l'istruzione. Per affrontare il problema alla radice, ovvero educare gli uomini, il Comune di Bologna sta infatti organizzandosi per avviare dei corsi scolastici già da quest'anno nelle scuole di infanzia.   

Insomma la visione è quella di operare andando al nocciolo della questione. "Perchè è dalla scuola che si parte anche ad educare gli uomini al rispetto delle donne", come ha sottolineato il primo cittadino. Non solo. "Occorre poi anche una rivoluzione culturale ed educativa anche in famiglia. E' da lì infatti  che partono circa il 90% di  violenze contro le donne, che arrivano anche ad essere mortali", ha ricordato il sindaco  .

Casus belli la violenza sessuale ai Giardini  

Il casus belli che ha rinfocolato l'annoso e spinoso tema della messa in sicurezza della aree calde della città, come i parchi, e in particolar modo i Giardini Margherita, è la violenza sessuale subita da una 17enne la notte tra il 14 e il 15 settembre.  Dalle ricostruzioni, la giovane probabilmente stava rincasando quando  è stata avvicinata da un ragazzo, forse coetaneo, che l'avrebbe convinta a seguirlo per poi chiederle di fare sesso. A nulla sarebbe valso il diniego della minore, violentata dal soggetto, che dopo l'abuso è sparito facendo perdere le sue tracce. Per risalire all'autore del crimine sarebbero state utili le telecamere della zona, ma alcune non sarebbero state funzionanti.  

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In 4 settimane 3 episodi di violenza sessuale (denunciati)

Non solo i parchi teatri di violenze. L'incubo vissuta dalla ragazzina segue di una manciata di giorni altri episodi di violenza ai danni di giovani donne in città. 

Era fine agosto quando una giovane turista è stata violentata in zona universitaria. Era in difficoltà nel cuore della città, quando alcuni passanti l'hanno soccorsa. Grazie anche a loro, il soggetto - che probabilmente non ha agito da solo - è finito in arresto. La vittima, trasportata in ospedale,  ricordava poco  della serata, passata in un pub, dal quale sarebbe uscita con una amica in forte stato di alterazione alcolica. Qui sarebbe avvenuto il primo approccio con uno dei malintenzionati, che avrebbero trascinato a spalle la giovane in una zona appartata di Largo Respighi per poi abusarne, probabilmente a turno con altri amici. Fino all'intervento provvidenziale di alcuni passanti che l'hanno prima soccorsa e poi chiamata alla polizia.

A metà settembre invece risale l'altra violenza ai danni di una giovane, stavolta registrata in stazione. Del fatto è stato incriminato un quarantenne, cittadino senegalese, senza fissa dimora e irregolare. Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile, la giovane sarebbe stata aggredita mentre cercava di rintracciare una amica, con la quale aveva passato una serata in città. In quel frangente la giovane si sarebbe imbattuta nel senegalese, che si sarebbe offerto di accompagnarla, per poi invece condurla in un luogo appartato e violentarla.

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