Cronaca Fiera / Via Alfredo Calzoni

Stupro al circolo di via Calzoni: "Per favore non chiamatele discoteche"

Insorge Oliviero Giovetti, presidente dell'Associazione Italiana Imprenditori Locali da Ballo: "Fate distinzione fra discoteche e locali notturni in cui le persone ballano"

I titoli sui giornali e gli strilli "Violenza in discoteca" sullo stupro avvenuto al Magic di via Calzoni non sono andati a giù al presidente Associazione Italiana Imprenditori Locali da Ballo di Bologna Oliviero Giovetti, che contesta il termine improprio e abusato "discoteca", quando di discoteca non si parla: "E' successo di nuovo e anche se potrebbe non servire a nulla, penso sia giusto denunciare l'antico vizio giornalistico di definire discoteca qualsiasi locale notturno dove si balla e dove si ascolta musica”.

“Esiste una profonda differenza fra una discoteca in regola e un qualsiasi luogo nel quale si balla - continua Giovetti -  Infatti ricordiamo a tutti che per aprire una discoteca serve una licenza di agibilità e soprattutto il parere vincolante della Commissione Comunale per i locali di pubblico spettacolo formata da tecnici del Comune, USL, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco la quale prima dell’apertura verifica e controlla che la discoteca sia in regola con tutte le normative italiane in particolare quelle riguardanti la sicurezza di chi ci lavora e di chi la frequenta. Bisogna inoltre essere in possesso del CPI (certificato prevenzione incendi) che viene rilasciato dai Vigili del Fuoco dopo accurato sopralluogo”.

Quante sono le discoteche a Bologna e quali sono?

A rispondere ai requisiti elencati e quindi a essere discoteche a tutti gli effetti sono circa una ventina in tutta la provincia, di cui una decina in città. Sono per esempio: Kinki, Capannina, Numa (ex Ruvido), Estragon, Qubò (ex Casamatta), Hobby One, Matis, Arteria, Link, Scuderie...

Gli altri locali quindi non sono in regola? Quali sono e cosa rischiano?

Gli altri non sono discoteche perché in tutti gli altri luoghi dove si balla a Bologna le verifiche della Commissione comunale di vigilanza non sono state richieste, o non è stato dato il permesso in seguito a regolare commissione convocata. Noi questo possiamo affermarlo perchè siamo sempre invitati e presenti ai lavori della Commissione. I circoli privati a Bologna nascono come funghi e ci piacerebbe un giorno avere la possibilità di fare una bella chiacchierata sui disco-bar, i bar, le piscine estive, le feste a pagamento improvvisate in luoghi non certificati e su tutta quella miriade di location abusive dove vengono organizzate serate danzanti con dj e musica sparata a tutto volume e sui quali la cronaca e le Istituzioni intervengono solo e sempre in presenza di un eventuale  episodio criminoso rilevato. Rischiano una chiusura”.

In questo senso è mai stato fatto qualcosa?

Negli anni Novanta il questore Cirillo aveva fatto chiudere tutti i locali che non avevano il permesso per far ballare le persone. La chiusura per noi gestori (Oliviero Giovetti gestisce lo Chalet dei Giardini Margherita e il Qubò) è sempre molto dura da mandare giù, ma non possiamo alimentare la concorrenza sleale. Per quanto riguarda i circoli Arci, il presidente bolognese Stefano Brugnara è stato molto in gamba fare una scrematura delle attività che non rispettavano i vincoli del circolo. In questi anni nessuno ha scritto dell’evasione fiscale prodotta in questo modo dalla miriade di attività nelle quali si balla, né abbiamo visto o letto reportage sui locali e l’offerta di divertimento proposto alla notte a Bologna”.

E per quanto riguarda gli orari di apertura? Ci sono differenze fra disco e non disco?

Qui arriviamo addirittura al paradosso: le discoteche devono rientrare negli orari imposti con chiusura alle 3 o alle 4 massimo, mentre con la liberalizzazione degli orari di Mario Monti gli esercizi pubblici non hanno restrizioni.  E cosa succede dunque? Che quando noi siamo in procinto di chiudere, i ragazzi si spostano nelle "non discoteche".

Questione anche di sicurezza?

Certamente le discoteche sono più sicure. Ai genitori giustamente preoccupati dagli episodi di cronaca, consigliamo di verificare quale locale frequenta il proprio figlio ed eventualmente di chiedere al preside della scuola come avviene la scelta del locale per fare la festa di istituto. Probabilmente scoprirebbero che, in parecchi casi, quei locali sono privi di  autorizzazione per ballare….

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