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Sovraffollamento, suicidi, carenze organico: peggiora la situazione nelle carceri in regione

E' il preoccupante bilancio stilato oggi dal garante regionale dei detenuti Marcello Marighelli, che ha relazionato in commissione sull'attività del suo ufficio nel 2017

Nelle carceri dell'Emilia-Romagna sono rinchiusi 3.488 detenuti (di cui 159 donne), il tasso di sovraffollamento aumenta (è aumentato di più del 20% in tre anni, arrivando al 124%) e crescono anche gli stranieri.

In tre anni la loro presenza è aumentata del 5% e rappresentano più della metà dei detenuti con 1.770 presenze. Nel 2017 i casi di suicidio in strutture della regione sono stati otto, il doppio rispetto al 2016 (il 18% sul totale nazionale), mentre i tentativi di suicidio sono stati 125 e 1.383 gli atti di autolesionismo.

E' il preoccupante bilancio stilato oggi dal garante regionale dei detenuti Marcello Marighelli, che ha relazionato in commissione sull'attività del suo ufficio nel 2017. Marighelli, nella sua relazione, ha poi affrontato il tema delle criticità nelle strutture della regione:

"La condizione degli istituti penitenziari in Emilia-Romagna risente della mancanza di una adeguata programmazione della manutenzione ordinaria, inoltre Forlì e Ravenna richiederebbero interventi importanti di manutenzione straordinaria". Un aspetto preoccupante nelle carceri della regione, ha poi evidenziato, "riguarda il manifestarsi di carenze di organico nel personale di custodia, ma ancor di più nel personale educativo e amministrativo, comprese le direzioni".

l garante regionale, nel solo 2017, ha eseguito 76 colloqui all'interno delle strutture carcerarie, 32 le visite (15 nei primi sei mesi del 2018). L'ufficio ha trattato complessivamente 220 pratiche. Pratiche che riguardano condizione detentiva, rapporti del ristretto con l'amministrazione penitenziaria e la magistratura, trasferimenti e relazioni con i familiari.

L'ufficio di Marighelli ha programmato anche un'attività di formazione rivolta agli operatori dell'amministrazione penitenziaria e ai volontari (87 gli operatori coinvolti), sui temi della residenza e documenti d'identità, permessi di soggiorno e rimpatrio volontario assistito, ricerca del lavoro, curriculum, valorizzazione delle esperienze lavorative e formative in carcere e misure alternative alla detenzione.

L'organismo ha elaborato anche la mappatura di tutti i luoghi di restrizione (camere di sicurezza, luoghi dove si svolgono trattamenti sanitari obbligatori e strutture sanitarie terapeutiche residenziali accreditate per dipendenze patologiche).

Durante il dibattito tra i consiglieri Daniele Marchetti della Lega ha affrontato il tema dell'aumento delle presenze in carcere di detenuti stranieri: "È necessario continuare sulla strada dei rimpatri, senza tralasciare il problema della radicalizzazione religiosa nelle carceri", ha detto. Silvia Prodi (Mdp) e Antonio Mumolo (Pd) hanno invece posto l'accento sul problema dei suicidi e degli atti di autolesionismo nelle strutture carcerarie dell'Emilia-Romagna, avanzando la proposta di coinvolgere direttamente l'Assemblea legislativa su queste tematiche. Mentre Nadia Rossi, altra dem, si è soffermata sulla questione del sovraffollamento nelle carceri durante il periodo estivo e ha parlato delle condizioni di lavoro degli operatori penitenziari. (Bil/ Dire)

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