Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Via dei Mille, 12

Suicidio dopo lo sfratto, i funerali e l'interrogazione in consiglio: "Non possiamo aiutare tutti"

Il caso del 56enne suicida, approda in consiglio comunale. L'assessore Frascaroli: "Le risorse economiche non ci sono, non riusciamo a dare risposta a tutti"

Nel giorno dei funerali di Alessandro Comani, l'uomo che qualche giorno fa si è tolto la vita nel suo appartamento di via dei Mille poco prima di essere sfrattato, l'emergenza arriva in consiglio comunale: durante il consueto question time del venerdì infatti Daniele Carella, Pdl, ha interrogato la Giunta sulla gestione di un fenomeno molto preoccupante: "Ennesima tragedia personale sfociata purtroppo in atto suicida, domando che tipo di strumenti di ascolto e monitoraggio ha in essere su questo specifico tema e che tipi di intervento attua quando si 'incontrano' casi che lo richiedano". Inoltre,  chiede  se  non  si  ritenga  utile  e  necessario,  potenziare e valorizzare  strumenti  di  ascolto  associativi  già  esistenti,  tipo  il "Telefono   amico"   e/o  proporne  di  similari,  sempre  da  affidare  al volontariato".

NON CI SONO LE RISORSE ECONOMICHE. Risposta dell'assessore Frascaroli, letta in Aula dall'assessore Pillati: "Come sempre, quando siamo colpiti da queste tragedie nel nostro territorio dobbiamo  sicuramente  farci  delle  domande  come  Amministratori del bene comune. E lei sicuramente con le sue domande, ci costringe ad analizzare le situazioni più del solito. La tragedia che è sulla stampa di questi giorni e da cui è scaturita la sua domanda di attualità è il risultato di questo momento tragico di crisi che sta  portando  alla rovina molte famiglie. Chi aveva un autonomia economica precaria o comunque  alla  soglia  della  marginalità  oggi  si ritrova a diventare  un  caso sociale. Le risorse economiche a disposizione per poter dare  un  piccolo  sollievo alle emergenze, anche seppur temporaneo, non ci sono. La gente chiama, chiede di poter aver un aiuto per pagare l'affitto, le  bollette,  ma  noi come Amministrazione non riusciamo a dare risposta a tutti.
Dai  QuartierI  arrivano  segnalazioni quotidiane di casi che, fino ad ieri erano  considerate famiglie normali, e oggi si ritrovano ad essere morosi e con  sul collo sfratti giudiziari per cui il Comune non ne è sicuramente la causa , ma di cui ci sentiamo accusare che potevamo aiutarli.

IL CASO COMANI. Il  signor  Alessandro  non  si  è  mai  rivolto  ai  Servizi  di quartiere probabilmente, da quello che ho letto dalla stampa, perché era un signore e quindi  lo  riteneva  disonorevole  per  se  stesso  ma  anche  per  i suoi famigliari. Dalla  verifica fatta presso i Servizi di quartiere posso riportarle quando mi è stato riferito dalla responsabile, non  era  in  carico al Servizio Sociale Territoriale del Q.re Porto e non si era mai rivolto al servizio. In data 17 aprile 2013 lo Sportello Sociale del Quartiere Porto ha ricevuto la telefonata dell'avvocato del proprietario dell'appartamento occupato dal signor Comani  il  quale  ha chiesto se un'assistente sociale avrebbe potuto chiamare la moglie separata con la finalità di intercedere a suo  favore  in quanto avrebbe subito uno sfratto (nella telefonata non era stata riferita la data dell'esecuzione) ed essendo persona trapiantata di cuore si temeva per la sua incolumità.

Dopo  un  confronto  con l'Assistente Sociale, avvenuto il giorno 18 aprile 13,  l'operatrice  di  Sportello  in  data  22  aprile ha riferito alla segretaria   dell'avvocato   (non   essendo   stato   possibile   reperirlo direttamente  pur  avendo provato nella giornata di venerdì 19 aprile), che non  essendo  il  caso  in  carico  ai  servizi  e  nemmeno conosciuto, era necessario  parlare  direttamente  con  l'interessato  che  avrebbe  potuto rivolgersi  al  servizio  dove sarebbe stato accolto per un approfondimento della  situazione  e,  qualora  non  ci  fossero  state  altre  possibilità attivabili dalla   famiglia  o  dalla  rete  di  riferimento  al  momento dell'avvenuto  sfratto,  il  Quartiere  avrebbe  potuto  attivarsi  per  il reperimento  di  una soluzione alloggiativa temporanea (dormitorio) al fine di  dare risposta al bisogno emergente per poi valutare se ci fossero altre soluzioni maggiormente idonee. Non  risulta  al  Quartiere  che l'avvocato avesse scritto al Servizio come invece indicato dall'articolo del Resto del Carlino.

Tornando  alle  sue  domande,  preciso  che,  al  momento l'Amministrazione comunale  ha come unico strumento di ascolto quello dello Sportello Sociale di  Quartiere  che  però fa solo una verifica, il più tempestiva possibile, per il passaggio al Servizio Sociale che valuta la situazione e l'eventuale presa  in  carico.  Dai  Quartiere  arrivano sempre più segnalazioni che ci mettono  in  allarme  perché  la  situazione non affrontabile con i normali canali  che sono attualmente in essere. Sicuramente l'Amministrazione dovrà raccogliere l'entità di tutti questi casi segnalati e non gestibili.
Posso  dirle  che  stiamo  pensando  di  affrontare  il tema con criteri di emergenzialità  rispetto  alle  normali  modalità  di  gestione dei servizi sociali.   Tale   emergenza  sicuramente  dovrà  vedere  il  coinvolgimento dell'associazionismo  e  del  volontariato  soprattutto  per l'ascolto e il monitoraggio delle situazioni".

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