Un supermercato nell'ex Monte di pietà di via Indipendenza, pronta azione legale

"Una azione legale per impedire che una parte di Bologna sia oltraggiata in questo modo", annuncia Pier Luigi Cervellati

La vicenda del supermercato con ristorante nell'ex Monte di pietà di via Indipendenza finirà probabilmente in tribunale. La cordata di intellettuali, architetti ed urbanisti che da tempo si batte contro il progetto targato Conad ha in mente un'ultima trincea.

"Propongo una azione forte, non la protesta che non vale più nulla perché Comune e Sovrintendenza se ne infischiano. Una azione legale per impedire che una parte di Bologna sia oltraggiata in questo modo", annuncia Pier Luigi Cervellati, numero due dell'Accademia clementina, durante l'assemblea tenuta questa sera al museo della città di via Castiglione.

"E' necessario- spiega l'urbanista- invocare la legge dei beni culturali, perché si fa un uso improprio di questo edificio". Ospite d'onore della serata lo storico dell'arte Eugenio Riccomini, che al posto del supermercato avrebbe voluto una "scuola per insegnare cos'è Bologna a quelli che vengono da lontano. Fossi più giovane sarei il primo a mettermi a disposizione gratuitamente per insegnarlo".

Riccomini è tra i firmatari dell'appello fatto circolare insieme al comitato Bologna storica e artistica, a Italia nostra e all'associazione Via Petroni e dintorni. Lo storico dell'arte parla di una "faccenda un po' vergognosa. Non mi sono scandalizzato ma ho capito benissimo da che parte tira il vento". E per Riccomini alla fine trionferanno le ragioni economiche rispetto a quelle della bellezza e a quelle storiche.

"La nostra città- si duole Riccomini- sta perdendo le sue caratteristiche secolari: questa città ha sempre insegnato. Adesso di Bologna ciò che si vede di più è il mangiare. Quel luogo era una specie di struttura bancaria medievale, che diventi il trionfo dell'ostentazione di cibo mi dà molto fastidio. Ma sapevo che la battaglia sarebbe stata persa. I soldi sono più importanti e l'avversario trabocca di denaro". D'accordo con lui il padrone di casa, l'ex rettore dell'Alma mater Fabio Roversi Monaco, numero uno dell'accademia clementina, che parla di una vicenda "gestita in modo gretto ed unilaterale. Soldi soldi e ancora soldi". (Bil/ Dire)

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