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No al Conad in via Indipendenza, l'appello: "All'ex Monte di Pietà un progetto di accoglienza"

L'incontro è stato promosso dall'Accademia Clementina

 

Dall'aula magna dell'Accademia delle Belle arti, gli intellettuali bolognesi ribadiscono il No a un nuovo supermercato di fianco allla Cattedrale in via Indipendenza. 

Una prima lettera di disapprovazione al progetto era arrivata a giugno (oltre 1800 firme raccolte); poi la seconda, a settembre, con la quale Pietro Maria Alemagna, Pier Luigi Cervellati, Carlo De Angelis, Andrea Emiliani, Anna Maria Matteucci Armandi, Eugenio Riccòmini e Fabio Roversi Monaco chiedono al sindaco Virginio Merola e alla Soprintendente Cristina Ambrosini "di non perdere un'occasione per recuperare i legami con il suo passato" e lanciano la proposta di "un luogo di accoglienza, di sosta anche solo temporanea, di formazione e di istruzione ai tanti poveri e diseredati presenti".

"I Monti di Pietà - scrivono nella lettera - partono da un principio francescano di valori solidaristici che portarono a forme di assistenza  a poveri e diseredati. Opere altamente meritorie che trovarono nel tempo a Bologna, forme e modi di cui la città può ancora vantarsi".

E anche Bologna Italia Nostra è pronta a dare battaglia, "riservandosi anche di presentare una denuncia formale", se dovesse arrivare il via libera al progetto del maxi supermercato Conad nell'edificio dell'ex Monte di Pieta' a fianco della cattedrale di San Pietro in via Indipendenza.

La presidente bolognese dell'associazione, Jadranka Bentini, spiega che "condivideremo il documento con la proposta di una destinazione d'uso alternativa", vale a dire una struttura dedicata all'accoglienza e alla solidarieta', siglato il mese scorso, aggiungendo che "poi invieremo un documento al sindaco Virginio Merola e alla Soprintendenza che indichi palesemente come il dare il nulla osta al progetto Conad sia in contrasto sia con l'articolo 20 del Codice dei beni culturali, con l'articolo 2 della legge Madia e con il decreto Unesco".

In base alla risposta alle osservazioni che saranno presentate, prosegue Bentini, "vedremo il da farsi, sempre che i nulla osta al progetto del supermarket non siano già partiti, cosa che al momento non sappiamo". L'auspicio, ovviamente, è che non si debba arrivare alle vie legali, ma tanto l'esponente di Italia Nostra quanto Cervellati ribadiscono, nel corso dei loro interventi, che il progetto-Conad contrasta con l'articolo 20 del Codice dei beni culturali, che stabilisce che gli stessi beni "non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico, oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione".

Un discorso simile vale anche per quanto riguarda la legge Madia, che come evidenzia Bentini "dà ai sindaci il potere di fermare progetti che contrastano con il decoro e la tutela della città storica", e il decreto Unesco che, ricorda sempre la presidente bolognese di Italia Nostra, "finora purtroppo non ha sortito azioni da parte del Comune".

Cervellati si spinge anche oltre, ricordando che "l'articolo 170 del Codice dei beni culturali stabilisce che è punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda da euro 775 a euro 38.734, 50 chiunque destina i beni culturali ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità" e tirando in ballo addirittura l'articolo 40 del Codice penale, in cui si legge che "'non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo'".

Anche l'ex assessore, comunque, auspica di "non dover arrivare ad impugnare questo diritto per salvaguardare il Monte di Pietà, ma sono pronto a farlo personalmente, perché noi abbiamo proposto un'alternativa valida all'ennesimo supermercato e ristorante". (Ama/Dire)


 

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