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Cronaca

Tabaccai| Restrizioni su sigarette, è protesta: “Bruxelles nuoce alla salute”

I "venditori di fumo" sul piede di guerra per l'intenzione di Bruxelles di colpire ancora consumatori e rivendite. Cartelli di protesta contro gusto unico, pacchetto "verdastro" e foto shock

Oggi mobilitazione dei tabaccai “contro l'Europa del proibizionismo”. Per iniziativa di FIT, Federazione Italiana Tabaccai, su diverse vetrine, anche a Bologna, sono apparsi cartelli di protesta contro i provvedimenti che la Direzione Salute della Commissione Europea si appresta a varare a modifica della Direttiva 2001 (2001/37/CE - armonizzazione di disposizioni degli Stati UE , disposizioni in materia di etichettatura, produzione e vendita dei prodotti del tabacco - ndr).

Spuntano cartelli di rivolta nelle rivendite cittadini

LE NUOVE MISURE DETTATE DALL'UE. Si tratta di nuove misure, restrittive, sul consumo di sigarette, che vieterebbero l’esposizione dei prodotti da fumo, obbligando i tabaccai a “metterli sotto chiave”, quindi un nuovo pacchetto generico, senza logo, immagini shock e omogeneità di gusto per tutte le sigarette.arette,
D'amblè parrebbe ragionevole, visto che in Europa ogni anno sono 650 mila le morti per tabagismo, e 19 mila per fumo passivo, sventurati. Le campagne di sensibilizzazione hanno migliorato la percezione, rendendo il fumo sempre meno accettato dal punto di vista sociale, ma il parere delle rivendite esige una riflessione: “Appare veramente un provvedimento assurdo e inutile. Il pacchetto sarà verdastro per tutti, senza marca e quindi più facilmente falsificabile”, secondo Massimo, rivendita 82 di via Cairoli “una misura simile è quasi attiva in Tasmania. Il Parlamento ha presentato una proposta di legge che vieta di fumare a chi è nato a partire dal 2000”.

REAZIONE ANCHE DAI TABAGISTI. Per non parlare dei fumatori. Fuma mediamente forte Claudia “quando mi capitano più leggere, taglio il filtro e dopo fumo una delle mie, quindi fumerei di più, se uniformassero i contenuti verso il basso”. “Ovvio che dal punto di vista dei tabaccai sono misure che danneggiano la vendita, quindi è naturale la protesta. Da fumatore posso dire che la soluzione sarebbe non produrre le sigarette” dice Max “Le campagne contro il fumo hanno già prodotto forti limitazioni, ma finché ci saranno le sigarette, la gente fumerà. Non m’interessa se le sigarette sono chiuse in un armadio o se sul pacchetto c'è una foto di una bocca cancrenosa o tanto meno se il pacchetto è verdastro, ma se il gusto è lo stesso, spero che mi piaccia, altrimenti dovrò smettere” e continua “credo che il numero di fumatori calerà, con tanti ostacoli prima o poi ti stanchi, come si dice a Bologna più la fatica che il gusto.... Rimarranno i più incalliti, che le comprerebbero anche a 10 euro. Il fumo uccide e le tabaccherie sono dispense di morte legalizzate, ma si tratta di lavoratori onesti e non meritano di fallire. Tranquilli tabaccai!  Non fallirete. Se la gente non fumerà, farà più gratta e vinci". Sorprendono anche in non fumatori, come Marisa “Ciò che tutela la salute è sempre di buon senso, ma, come ho sentito da una comica in TV, la tessera sanitaria ti serve la sera per comprarti le sigarette e la mattina per curarti l’enfisema, primo punto. Secondo, l’annosa questione del monopolio. Lo stato vende con accise altissime prodotti che considera velenosi, come tabacchi e alcol. Talebani di giorno e permissivi di sera”.
In effetti, i prodotti da fumo (così come giochi e lotterie) sono regolari da AAMS, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, che fa capo al Ministero dell’economia, che ne regola produzione, vendita, tassazione e quindi prezzo, quindi qualcuno si spinge anche oltre: ”Mi può stare anche bene, ma liberalizziamo, via il monopolio e a seguire riflettiamo anche sulle droghe leggere, se ci piace essere liberisti, questa è coerenza”.
 “E’ arrivato il momento di mobilitarsi per difendere il nostro lavoro e la nostra redditività a fronte di proposte sconsiderate e demagogiche che rischiano di spalancare le porte al mercato illegale e di portare sul lastrico la nostra categoria” si legge sulla chiamata alla mobilitazione di FIT. “Nei Paesi in cui alcune di tali misure sono state adottate il calo delle vendite legali a favore delle illegali è stato drammatico mentre gli effetti sulla salute sono ancora da provare”.
Oggi, non solo in Italia, ma manifestazione sarà portata avanti da Francia e Spagna e di altri Paesi dell’Unione Europea per sensibilizzare anche le rispettive Istituzioni nazionali.
La FIT - Federazione Italiana Tabaccai - aderente a Confcommercio è l'organizzazione sindacale che rappresenta i rivenditori di generi di monopolio. 48 mila associati e vocazione apartitica, non ha fini di lucro e agisce in tutto il territorio attraverso i sindacati provinciali e le delegazioni territoriali presenti in tutti i capoluoghi di provincia. Hanno, invece, sede in Roma la Presidenza Nazionale e la Direzione Generale.
 

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