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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Savena / Via Mazzini

Tagli alla scuola e aumento carichi di lavoro: il 19 giugno i bidelli scendono in piazza

Sciopero, presidio al liceo Fermi, da dove è partita la protesta, e poi un corteo che attraverserà Bologna e farà tappa anche sotto l'Ufficio Scolastico Regionale per chiedere l'aumento del personale Ata

La protesta è partita due settimane fa al Liceo Fermi di Bologna: i bidelli si sono prima rifiutati di dar seguito a un ordine di servizio che chiedeva loro di farsi carico delle pulizie dei locali non piu' curati dalle ditte in appalto a seguito dei tagli. Ne è seguito uno sciopero e anche un volantinaggio a un incontro dei dirigenti scolastici a cui è stato chiesto di alzare la voce per chiedere, per il prossimo anno di lezioni, un aumento del personale Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario, non docente - ndr).

"Per il Fermi abbiamo una controproposta per gestire la situazione che si è creata fino alla fine di quest'anno, ma per il prossimo serve per forza altro personale", spiega Bonfini di Usb scuola. I collaboratori scolastici lo andranno a ribadire anche sotto le finestre dell'Ufficio scolastico regionale (Usr) il prossimo 19 giugno: è previsto uno sciopero del pubblico impiego indetto dal sindacato di base; e peraltro cade nella data di inizio degli esami di Stato ai vari livelli. Per questo l'Usb invita i collaboratori ad aderire allo sciopero dando vita prima a un presidio proprio al Fermi per poi confluire nel corteo che attraverserà Bologna e che, si è deciso, farà tappa anche sotto l'Usr per rinvendicare un aumento del personale Ata.

"Se tante scuole, di ogni ordine e grado, e di territori diversi, segnalano le stesse difficoltà per colpa dei tagli, allora significa che il problema che poniamo esiste davvero e che sta sempre più scoppiando".

Usb denuncia un "aumento dei carichi di lavoro": ai collaboratori viene infatti chiesto di 'tappare il buco', a parità di salario e di orario. "Si e' detto che si potrebbero usare i fondi di istituto per remunerare questa attività aggiuntiva, ma non ci sono più neanche quelli. E comunque- prosegue Bonfini- non c'e' abbastanza tempo per fare tutto quello che serve". Ma soprattutto l'Usb osserva che chiedere ai 'bidelli' di occuparsi della pulizia significa sottrarli ai compiti di vigilanza o di assistenza ai docenti. "Per questo diciamo che la situazione sta scoppiando: per far fronte ai tagli non si riescono piu' a garantire le normali mansioni del personale e l'assemblea di due giorni fa con collaboratori del Fermi e di altre scuole ce lo ha confermato una volta di piu'", afferma Bonfini. (agenzia Dire)


 

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