Cronaca San Lazzaro di Savena / Via Aldo Moro

Welfare, contro i tagli si mobilita il Terzo settore: presidio in via Aldo Moro

La Regione si unisce ai manifestanti, Marzocchi "Qui a Bologna vogliamo dire al Governo che non è possibile continuare in questo modo. E' una questione di civiltà, chiediamo un cambio di marcia "

Presidio dalle 10.30 di questa mattina davanti al palazzo della Regione, in via Aldo Moro. La protesta, contro i tagli alle politiche sociali rientra nella mobilitazione nazionale indetta dal Forum del Terzo Settore e dalla Campagna “I diritti alzano la voce”.

I tagli effettuati dal Governo negli ultimi 3 anni “stanno provocando la chiusura di molti servizi, quando le gravi conseguenze della crisi richiederebbero il potenziamento delle prestazioni sociali.” Questa la denuncia dei manifestanti.

Tra le richieste degli scioperanti ci sono «la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali; una reale e concreta applicazione del principio di sussidiarietà; il ripristino e potenziamento del fondo per le non autosufficienze e finanziamenti ai giovani, alle famiglie e al servizio civile».
In via Aldo Moro oggi tutti uniti, Regione, Enti locali, Associazioni, per protestare contro tagli “ormai diventati insostenibili”.

MARZOCCHI CON I MANIFESTANTI. Portavoce degli scioperanti si fa l’assessore alle politiche sociali Teresa Marzocchi che ha incontrato oggi a Bologna, davanti alla sede della Regione, i rappresentati del Forum regionale del Terzo settore e le associazioni del cartello "I diritti alzano la voce".“La Regione aderisce a questa mobilitazione – ha sottolineato Marzocchi - la manovra dello scorso anno, la manovra attuale, che si annuncia anch’essa pesantissima, la crisi economica stanno mettendo fortemente a rischio nel nostro Paese la sopravvivenza stessa del sistema di welfare. Questa Regione non permetterà che vengano azzerati servizi essenziali per i cittadini”.

FONDI NEGLI ULTIMI 7 ANNI. Dal 2008 al 2011 i fondi nazionali per le politiche sociali sono passati da oltre 2,5 miliardi a 538 milioni di euro, con una diminuzione dell’80%. Oltre alla riduzione dei trasferimenti statali , sono stati azzerati il Piano straordinario dei servizi socio-educativi, il Fondo nazionale per la non autosufficienza, “cui la Regione Emilia-Romagna ha  scelto di sopperire ancora nel 2011 con proprie risorse”, e il Fondo per le politiche della famiglia.
“Qui a Bologna – ha concluso Marzocchi - vogliamo dire al Governo che non è possibile continuare in questo modo. E’ una questione di civiltà, chiediamo un cambio di marcia e fatti concreti”
 

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