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Non solo bar e ristoranti, il Dpcm 'frena' anche i taxi

Allarga le braccia Riccardo Carboni, vicepresidente Cna Bologna e rappresentante nazionale Cna per i taxisti

Non solo bar e ristoranti. Anche per i taxisti di Cna Bologna è l'ora della protesta contro le restrizioni. "Il mondo del trasporto è assolutamente insoddisfatto dal decreto del governo. Durante il lockdown la domanda per il trasporto era crollata del 90%, eravamo riusciti a recuperare arrivando fino al 50%, livello minimo di sopravvivenza, e adesso è bastato l'ultimo Dpcm che in pochi giorni siamo già ridiscesa di un altro 10%", allarga le braccia Riccardo Carboni, vicepresidente Cna Bologna e rappresentante nazionale Cna per i taxisti.

"Domenica scorsa è stato un disastro, non si è trasportato praticamente nessuno. Quello che manca sono i provvedimenti a supporto di questi mancati fatturati, senza considerare che rientrando tra i servizi essenziali siamo obbligati a operare in rimessa, i pochi provvedimenti di cui abbiamo beneficiato sono stati quelli trasversali erogati in primavera che a malapena hanno coperto il 30% dei versamenti contributivi", spiega Carboni.

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"Così non si può stare in piedi a lungo. Lo sconforto è tanto, soprattutto visti i risultati delle poche cose fatte dal governo: è stato stanziato un fondo di cinque milioni di euro per chi acquistava divisori sui taxi, ma non è mai uscito il decreto attuativo. Idem per i 35 milioni di euro a favore di persone con difficoltà motorie, ormai ci sentiamo presi in giro. Avanti così non si può andare. Conte sabato all'assembla nazionale di Cna ha promesso ristori rapidi, però nella nostra categoria c'è molto sconforto e nessuno si fida più", conclude il taxista. (Vor/ Dire)

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