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Taxi in sciopero: "No a tram e gps, Comune ci penalizza" | VIDEO

La protesta di alcune sigle sindacali in piazza Liber Paradisus, davanti agli uffici comunali

 

Stop dei taxi dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 proclamato dai sindacati Ascom taxi, Uil trasporti e Uritaxi per protestare contro gli interventi pensati da Palazzo d'Accursio nel nuovo piano del traffico, e un presidio in piazza Liber Paradidus.

Come spiegato dall'assessore alla Mobilità, Irene Priolo, l'intenzione del Comune è di mettere al bando nuove licenze (tra 50 e 70), sperimentare la doppia guida in ambito familiare e lanciare una nuova app per monitorare e gestire i turni dei tassisti. Ma ai tassisti non piace la tracciabilità gps, né il progetto del tram – che secondo loro li penalizzerà, tra pedonalizzazione e presenza di banchine – tantomeno le nuove licenze.

"Nel 2018 – afferma Marino Pognant Gros, vicepresidente di Ascom taxi – è stato commissionato da Uritaxi uno studio all'Istituto Piepoli, che dimostra come siano sufficienti 40 licenze. Non 70, come vuole Priolo. Prima di mettere fuori nuove licenze, il Comune dovrebbe verificare le nostre proposte. Le ciclabili realizzate in questi anni hanno peggiorato il traffico, all'assessore abbiamo consegnato un dossier con gli interventi da fare per migliorare la velocità commerciale dei taxi. Ma Priolo non l'ha mai guardato. Siamo stati inascoltati".

Tavolo in Comune: "Ma con chi non sciopera"

Il Comune di Bologna ha deciso di convocare un tavolo coi tassisti proprio nel giorno di sciopero indetto da Uiltrasporti, Uritaxi e Ascom taxi. Decisione che brucia per le tre sigle, perché sono state chiamate solo le sigle che non protestano: Unita, Cna e Confartigianato. "Una scorrettezza totale, se si va avanti così sarà rottura", dice il vicepresidente di Ascom Taxi.

Amareggiato è anche Mirko Bergonzoni di Uiltrasporti. "L'esclusione di una sigla dei confederali dal tavolo non va bene", ammonisce. Durante il presidio in piazza Liber paradisus sotto la sede amministrativa del Comune, i manifestanti incrociano Carlo Michelacci, dirigente del settore Mobilità di Palazzo D'Accursio, tra l'altro coinvolto in prima persona proprio nei tavoli tecnici coi tassisti.

"Non vogliamo essere trattati a pesci in faccia - protesta Pognant Gros- ai tavoli tecnici con fatica concordiamo qualcosa, poi arriva l'assessore e cambia tutto". Incalza Bergonzoni. "Apprendiamo le novità a mezzo stampa - critica l'esponente Uil - siamo esclusi da ogni programmazione. Noi ci impegniamo ma non veniamo messi in condizione di lavorare bene. E finisce che facciamo la figura dei cattivi. Avevamo già aperto un percorso sul portale, perché ora dobbiamo andarci a impelagare in un'app che costa oltre 77.000 euro e che ancora non sappiamo come funziona?".

Dal canto suo Michelacci replica e assicura che i tassisti non saranno tracciati. "Abbiamo fatto tante cose insieme, non potete dire che non vi ascoltiamo. "Non sarete tracciati, ve lo assicuro. L'app ci serve per sapere quanti taxi ci sono in servizio ogni ora. Oggi non lo sappiamo, le centrali non ci danno questi dati".

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