Arrivano nuove telecamere per il traffico: sorveglianza accessi fino all'anello Tangenziale

La quota di investimento nelle carte di Palazzo D'Accursio ammonta a poco più di due milioni. Il responsabile Cleto Carlini: "Utile per monitorare gli accessi"

Il Comune di Bologna mette in cantiere l'installazione di una rete di telecamere capace di abbracciare tutto il centro abitato, con l'obiettivo di istituire in futuro una maxi Zona a traffico limitato (Ztl). L'intervento compare nel programma degli interventi che il settore Mobilità conta di effettuare nel 2021: 1,2 milioni di euro alla voce "sviluppo del controllo elettronico degli accessi".

"Abbiamo ottenuto un finanziamento di circa 700.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna, a cui si aggiunge una quota di risorse comunali per i restanti 500.000 euro- spiega in commissione il dirigente della Mobilità, Cleto Carlini- per garantire la possibilità di realizzare un'infrastruttura telematica per monitorare un territorio più ampio della Ztl e avere un sistema di monitoraggio della viabilità cittadina che di fatto coincida con il perimetro del centro abitato, che più o meno si attesta sull'anello della tangenziale ma in realtà anche un po' oltre perché in alcune situazioni, ad esempio Croce coperta, il centro abitato è più esteso".

Palazzo D'Accursio è quindi intenzionato ad allestire questa rete di occhi elettronici, anche se per ora "non c'è una definizione delle regole- aggiunge Carlini- perché l'infrastruttura avrà una validità e una funzionalità che prescinde dalle regole che si potranno introdurre. Ma quello che si sta muovendo a livello italiano e anche europeo fa sì di dover avere un meccanismo di controllo degli accessi teso a tutelare i residenti".

"Un meccanismo di controllo degli accessi teso a tutelare i residenti"

Si parla di "un cordone di telecamere che consenta di svolgere questo tipo attività e di avere una dimensione esatta dei flussi di traffico", continua il dirigente comunale: "Sono varchi, principalmente per il controllo degli accessi". Esigenze di questo tipo, segnala a mo' di esempio Carlini, vengono spesso espresse al tavolo sulla regolamentazione dei mezzi operativi: "Ci sono controlli minuziosi nella Ztl, ma per le consegne delle merci all'esterno non c'è nessuno strumento di regolazione e controllo", per cui avere una rete ampia di telecamere "può essere un aspetto importante anche solo per questa tematica".

Ma l'obiettivo è comunque più ampio, perché in pratica la realizzazione dell'infrastruttura tecnologica "non è altro che una prima fase di attuazione del progetto dell'Area verde prevista all'interno del Pums e del Pgtu", ricorda Carlini.

Per ora, "ci vorrà un po' di tempo per l'installazione del sistema", poi sarà sicuramente "compito della prossima amministrazione decidere quali regole adottare per la gestione". E su questo "ci sarà confronto e discussione", assicura il dirigente.

"Strumento in realizzazione, poi decideremo come normarlo"

"Intanto il sistema lo realizziamo così potremo avere un controllo esatto della movimentazione dalla periferia all'ambito urbano. Poi dovremo decidere come normarlo", dichiara l'assessore alla Mobilità, Claudio Mazzanti: "Avremo uno strumento per contenere e governare il flusso di traffico nella città, con obiettivi ben precisi contenuti nel Pgtu".

Nel Pums, cioè il Piano urbano della mobilità sostenibile approvato nel 2019, il concetto di Area verde è intrecciato a quello di Ztl ambientale. Quest'ultima è stata già introdotta, in pratica con un'evoluzione in senso ambientale della precedente Ztl: la regolamentazione degli accessi si basa non solo sul possesso di un determinato requisito funzionale (come ad esempio l'accesso alla residenza o la necessità di consegnare merci) ma anche sulla classe di emissione dei veicoli, con relative limitazioni finalizzate a migliorare la qualità dell'aria.

L'Area verde, invece, nel Pums si delinea "come una nuova Ztl, esterna alla Ztl ambientale, con un perimetro più ampio che comprende i comparti urbani, in cui il servizio di trasporto pubblico metropolitano consente maggiore accessibilità e in cui si intende applicare strumenti di controllo che tengano conto dell'evoluzione tecnologica".

In questa direzione, "è possibile prevedere anche un'evoluzione dell'Area verde verso un sistema con un funzionamento a settori. L'istituzione di un'unica Area verde -si legge sempre nel Pums- avrebbe effetti sulle sole componenti di scambio ed attraversamento, mentre l'ulteriore suddivisione dell'area in settori di minore estensione permetterebbe di limitare l'uso dell'auto privata anche per la componente interna".

In prima battuta, l'istituzione dell'Area verde prevede "una prima attuazione in via sperimentale delle nuove regole di limitazione degli accessi alle auto sull'intero territorio del centro abitato", poi sarà "progressivamente applicato il controllo degli accessi in chiave ambientale con estensione delle aree interessate dal provvedimento". (Pam/ Dire)

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