Sciopero a Telesanterno: mesi di stipendi arretrati, lavoratori in presidio

Una rappresentanza incontrerà i vertici dell'assessorato alle attività produttive in Regione. I sindacati: 'Situazione drammatica'

Nuova giornata di sciopero "per l'intero turno di lavoro" per i lavoratori di Gtv-Telesanterno e Publivideo2, che assieme ai colleghi di Telestense, emittente ferrarese appartenente allo stesso gruppo editoriale, domani saranno in presidio sotto la sede della Regione Emilia-Romagna e incontreranno i rappresentanti dell'assessorato alle Attività produttive.

L'astensione dal lavoro, che fa parte del pacchetto di 80 ore di sciopero approvato l'8 gennaio, è stata decisa, spiegano in una nota Slc-Cgil, Filcams-Cgil e Aser (Associazione della stampa Emilia-Romagna) dopo che nell'assemblea unitaria del 21 febbraio si è "preso atto della permanenza della drammatica situazione dei pagamenti degli stipendi, ancora in arretrato di numerose mensilità (quasi un anno) e dei mancati rimborsi Irpef", oltre che della "mancata risoluzione di nodi fondamentali come la grave carenza di personale nei settori strategici del gruppo editoriale e l'assenza di una prospettiva di rilancio credibile per il futuro delle società".

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Da qui la decisione di "confermare all'unanimità lo stato di agitazione con blocco dello straordinario e di eventuali prestazioni accessorie" e di proclamare lo sciopero. A questo si aggiunge la "diffida all'azienda e alle aziende del gruppo dal sostituire i lavoratori in sciopero con altri dipendenti da una società collegata, come avvenuto in occasione dell'ultimo sciopero". Un atteggiamento che, concludono dal sindacato "riservandosi ogni iniziativa a tutela del diritto di sciopero", integra, come stabilito "dalla sentenza del Tribunale di Cassino del 25 maggio 2000, gli estremi della condotta antisindacale". (AMA/DIRE)

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