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Tema a scuola, la bambina: "Auguro a tutti i razzisti di non restare così per sempre"

La bambina, dieci anni, frequenta la quinta elementare. La mamma pubblica la foto su Facebook: "Messaggio positivo, l'Italia sarebbe migliore se tutti i bambini crescessero con lo stesso sentimento di uguaglianza e amore verso il prossimo"

Bologna, 16 gennaio. Tema in classe: "Cosa è per te il razzismo? Parlane". Siamo in una scuola elementare e i bambini che scrivono frequentano l'ultima classe, la quinta. 

"Neanche io so bene cos'è il razzismo - scrive una bambina, dieci anni - so solo che è chiusura mentale nelle persone. Non accettare qualcuno per il colore della pelle è impossibile, è terribile! Ma il razzismo non si manifesta solo con una persona di un altro colore, parte tutto dalla religione, poi dalle abitudini, dai vestiti, dai cibi".

Francesca, la mamma, legge queste parole qualche giorno dopo, quando la bimba tira fuori dallo zaino la brutta copia del tema. E così, con il marito, decide di postare testo e foto su Facebook. 

"Ci sembrava un messaggio positivo da condividere, soprattutto in questi giorni bui - racconta - siamo stati fieri di leggere ciò che scrive e siamo certi che l'Italia potrebbe ripartire e migliorare se tutti i bambini fossero allevati nello stesso sentimento di uguaglianza e amore verso il prossimo. Chiunque esso sia".

In classe di sua figlia, ci dice, ci sono diversi bambini di seconda generazione. Ovvero italiani, ma con i genitori originari di altri Paesi. Con la maestra Rosa lavorano ogni giorno per affrontare le difficoltà dell'integrazione, per abbattere le barriere mentali alzate dai grandi. 

"Nel momento in cui c'è la volontà di sentirsi uguali, allora quelle barriere vengono abbattute - continua - anche perché per i bambini è molto più semplice: non ne avrebbero in partenza se non fossero gli adulti a costruire sovrastrutture mentali. Noi parliamo di razzismo, uguaglianza e diversità anche a casa, guardiamo molti film insieme".

"Spesso si pensa che a quell'età non ci sia la maturità per comprendere o parlare di temi così importanti - continua la mamma - e invece bisognerebbe farlo, credo significhi sottovalutare l'infanzia. Nella sua semplicità, proprio per la sua età, mia figlia ci ha restituito gli argomenti in maniera molto elaborata".

foto tema 1-2 

Nel tema la bimba scrive e riporta diversi esempi di razzismo: "Una persona può essere razzista anche se non se ne accorge o non volendo, si può essere razzisti anche in classe non accettando un compagno ad esempio se è di un altro colore e quindi mangia diversamente, e magari per quello nei suoi vestiti è impregnato l'odore delle spezie (cipolla, kerry, curcuma, aglio) o perché è un po' dispettoso - continua - quella è una piccola forma di razzismo, che non ci deve essere, non bisogna avere disprezzo nei confronti di un compagno solo perché è diverso".

"Bisogna sforzarsi di accettarlo per come è. La diversità ha sempre creato problemi nella mentalità delle persone (a me non dà fastidio, ma alle altre persone probabilmente sì, dato quello che facevano e che alcuni ancora fanno), perché un tempo gli stranieri e anche le donne non erano considerati umani".

"Un tempo non si era razzisti solo con i neri - scrive ancora la bambina - ma anche con i meridionali che non potevano affittare case o stanze al nord perché sulla porta c'era scritto 'non affittasi ai meridionali' ma il bello è che oggi i meridionali che oramai avranno 60 anni, sono più inferociti e razzisti delle altre persone".

"Non so perché, ma mi chiedo: se lo sono già scordati cosa gli facevano?" E poi la conclusione: "Ma la verità è che i razzisti hanno spavento nei confronti di chi è diverso da loro. Io auguro a tutti i razzisti di non restare razzisti per sempre".

L'augurio della bimba, per la madre è privo di violenza e odio: "Un augurio pienamente in linea con lo spirito umanitario e pacifista dei più grandi combattenti per la pace".

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