Donna uccisa per 'tempesta emotiva', la Cassazione annulla sconto di pena

Annullato il dimezzamento della pena a Michele Castaldo, omicida reo confesso di Olga Matei. In primo grado erano stati comminati trent'anni di carcere, dimezzati in appello

La suprema corte di Cassazione ha annullato le attenuanti concesse in appello per il delitto di Olga Matei, donna di 46 anni, uccisa dall'uomo che recentemente frequentava, Michele Castaldo, reo confesso.

Il caso era stato sollevato dalla procura generale di Bologna che aveva presentato ricorso contro la sentenza di appello, che riduceva la pena da trent'anni a sedici riconoscendo le attenuanti.

Le motivazioni della sentenza non sono ancora note ma la Cassazione ha annullato lo sconto di pena. Il caso della 'tempesta emotiva' è emerso dopo la sentenza di appello, che ha ridotto la pena per Castaldo da 30 anni del primo grado a 16 anni, nella riformulazione, tenendo conto appunto dello stato psicofisico dell'uomo durante e dopo il delitto.

Il termine 'tempesta emotiva', ovvero quello che scatenò un'ondata di polemiche nel mondo femminista e non solo, è stato difeso anche dal procuratore generale della Cassazione. "Gli stati emotivi e passionali possono essere valutati dal giudice per la concessione delle attenuanti generiche -ha argomentato il procuratore- e questa valutazione rientra nel potere discrezionale del giudice del merito". La corte però ha acolto il ricorso dei magistrati bolognesi, annullando lo sconto di pena.

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Michele Castaldo venne trovato in stato di choc da farmaci in casa sua il 6 ottobre 2016: ai carabinieri subito ammise di avere ucciso la Matei, all'apice di un litigio. I due si frequentavano da poco, ma lei non voleva più saperne perché lui era troppo ossessivo e controllante. Durante il processo venne disposta una perizia, all'interno della quale è emerso il riferimento alla 'tempesta emotiva' utilizzata assieme ad altre circostanze, per attenuare poi la pena di Castaldo.

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