"Non fu tentata estorsione" a negozianti: assolto in appello l'avvocato dei comitati

Ribaltato il verdetto del primo grado

I giudici della Corte d'appello di Bologna ribaltano la sentenza di primo grado e assolvono con formula piena, perché il fatto non sussiste, l'avvocato Antonello Tomanelli, a lungo legale dei comitati dei residenti di via Petroni a Bologna, accusato di tentata estorsione nei confronti degli esercenti della strada della zona universitaria.

In primo grado Tomanelli, assistito dal legale Lorenzo Tomassini, era stato condannato a un anno con rito abbreviato e al pagamento di una provvisionale di 5.000 euro a favore del titolare del bar 'Balanzone', Massimiliano Bolelli, che aveva presentato l'esposto da cui erano partite le indagini e che si era costituito parte civile. Secondo quanto sostenuto da Bolelli nell'esposto, Tomanelli avrebbe chiesto ai commercianti di via Petroni, in una riunione avvenuta il 31 gennaio 2016, 25.000 euro per intercedere con il Comune e far 'ammorbidire' le ordinanze anti-movida, minacciando di far sanzionare gli stessi commercianti dai suoi "amici vigili" se non avessero pagato.

Da parte sua, invece, il legale ha sempre sostenuto di essere andato a quella riunione per proporre, su mandato del comitato 'Via Petroni e dintorni' guidato da Giuseppe Sisti, una soluzione di compromesso ai commercianti, una bozza di accordo da proporre poi a Palazzo D'Accursio. Pochi giorni dopo, spiega però Tomanelli alla 'Dire', "il comitato cambiò idea e la trattativa si interruppe, e tre mesi dopo arrivò l'esposto di Bolelli". In primo grado, prosegue il legale, "scelsi il rito abbreviato perché, visto il materiale probatorio, mi sentivo tranquillo", invece il gip Grazia Nart lo condannò a un anno, accordandogli un piccolo 'sconto' rispetto all'anno e due mesi chiesti dalla pm Morena Plazzi

Tra le prove prodotte nel processo di primo grado e che, a suo dire, "non furono adeguatamente valutate", Tomanelli cita, in particolare, la mail con la quale un altro commerciante della strada gli offriva, l'8 dicembre 2015, "dai 40.000 ai 50.000 euro" a nome degli osti per aiutarli a far togliere l'ordinanza di chiusura all'una. In pratica, sostiene il legale, gli osti "cercarono di farmi passare dalla loro parte", e il commerciante "ammise, quando fu sentito dai Carabinieri su richiesta del gip, di aver scritto quella mail su richiesta di altri esercenti".

Lunedì, però, la condanna in primo grado è stata ribaltata dai giudici della Corte d'appello, che hanno assolto Tomanelli "perché il fatto non sussiste". Una sentenza di cui il legale si dice ovviamente "contentissimo", aggiungendo di "averci sempre creduto". E quando gli si chiede se ora, incassata l'assoluzione, intraprenderà azioni legali contro qualcuno per questa vicenda, Tomanelli spiega che ci sta pensando, precisando però che "prima di prendere qualunque decisione è bene aspettare le motivazioni della sentenza", che dovrebbero essere depositate nel giro di 90 giorni".

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Molto meno contento della sentenza, ovviamente, il legale di Bolelli, Gabriele Bordoni, che fa sapere di essere intenzionato a fare ricorso contro la decisione della Corte d'appello. Anche in questo caso, puntualizza però il legale, prima di fare qualsiasi mossa "bisognerà attendere di leggere le motivazioni". (Ama/ Dire)

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