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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Centro Storico / Via del Pratello

Tentativo di suicidio al Pratello, i Garanti: "Troppi detenuti, stress gestionale"

Ad oggi sono 44 le persone presenti al Pratello, di cui 26 minorenni, e di questi 12 sono minori non accompagnati. Oggi i i Garanti regionali dei minori e dei detenuti in visita al carcere

Tentativo di suicidio al carcere minorile di Bologna. Alcuni giorni fa, un ragazzo ha provato a togliersi la vita impiccandosi. E' stato salvato da alcuni detenuti, anche loro minorenni: "La direzione del carcere ha attivato prontamente tutte le misure di sostegno, tanto che il ragazzo non è mai stato in pericolo di vita", fanno sapere i Garanti regionali dei minori e dei detenuti, Claudia Giudici e Roberto Cavalieri, che hanno fatto visita al Pratello per verificare le condizioni detentive dei minorenni.

Il carcere, affermano i garanti, "da oltre un anno registra un numero di presenze che supera in modo significativo la capienza della struttura, arrecando ulteriori disagi sia ai detenuti sia al personale", come da diverse denunce arrivate dai sindacati.

Ad oggi sono 44 le persone presenti al Pratello, di cui 26 minorenni, e di questi 12 sono minori non accompagnati. In totale, sono 31 i ragazzi al Pratello di origine straniera. "L'Istituto - spiegano i garanti - è gravato da un'elevata presenza di detenuti anche in ragione di una critica distribuzione degli Istituti minorili in Italia e del loro utilizzo, che fa sì che in Emilia-Romagna vengano dislocati numeri non trascurabili di minori privi di legami con il territorio regionale", quindi si denota "uno stress gestionale che rischia di innescare meccanismi di compressione dei diritti dei minori - osservano Giudici e Cavalieri - in quanto si trovano a vivere in una dimensione di urgenza e precarietà che snatura il senso di offerta di opportunità che deve poter assicurare un Istituto per minorenni". Di conseguenza, il Pratello "finisce per offrire una quotidianità e una progettualità troppo simili a quelle di un carcere per adulti". 

Minori stranieri senza documenti 

Nel corso della visita, i garanti hanno ascoltato tre minorenni stranieri tornati in carcere a Bologna con l'accusa di aver creato disordini in una Comunità per minori. "Al momento non abbiamo elementi per dare una lettura definitiva a quanto sta accadendo - riferiscono Giudici e Cavalieri - ma è vero che il sistema di accoglienza di questi ragazzi sembra accusare la necessità di un rilancio e una riflessione sulla propria organizzazione in vista di un'espansione dei processi di devianza di questi ragazzi, che, come purtroppo è noto, incontrano criticità radicali anche nella fase iniziale della loro presenza in Italia. Basti pensare ai bandi delle Prefetture per la loro accoglienza andati deserti".

I due garanti assicurano quindi il loro impegno per "far luce sulle segnalazioni di mancata accoglienza, da parte di Comunità per minorenni, di minori di origine straniera privi di documenti di riconoscimento, cosa che determina per questi ragazzi l'impossibilità di copertura sanitaria e, in caso di restrizione in Istituto penitenziario, il perdurare della detenzione". Inoltre, affermano Giudici e Cavalieri, "effettueremo visite congiunte nei contesti di permanenza di minori per gli effetti di provvedimenti dell'Autorità giudiziaria che ha adottato provvedimenti di restrizione della libertà personale a seguito dei reati commessi o del comportamento non idoneo tenuto nel corso della presenza in Comunità per minorenni che hanno portato un aggravamento delle restrizioni da parte del giudice. (Dire)

Cosa fa il Garante dei detenuti

Il Garante per i detenuti si occupa di garantire la piena attuazione dei diritti e degli interessi delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale.
Il Garante per i detenuti è una figura istituita dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e opera sia all'interno che all'esterno del carcere.
All’interno dei luoghi di detenzione, il Garante verifica le condizioni di vita di chi ne è ospite e promuove iniziative volte all’informazione e alla tutela.
Fuori dalle istituzioni carcerarie, il Garante mira a valorizzare la collaborazione e il confronto con tutte le realtà, istituzionali e non, che si occupano di problemi legati alle carceri e ai luoghi di privazione della libertà personale.
È possibile presentare istanze e rivolgere richieste al Garante regionale delle persone private della libertà personale. 
Alcuni Comuni sede di carcere hanno, inoltre, istituito un proprio Garante comunale.

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